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LA CURA DEL DIALOGO
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Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano, ma se questa goccia non ci fosse all’oceano mancherebbe“. (Madre Teresa di Calcutta)
LA CURA DEL DIALOGO - Plesso “Myricae”
PREMESSA
La scuola L’idea di fondo dell’esperienza è quella di promuovere l’affermazione della storia del bambino nel gruppo come frutto della personalizzazione che si rappresenta nella cooperazione. Il gruppo è un incontro di persone che stanno insieme nella relazione con sé, gli altri e le cose. Il fine è la realizzazione ed estensione di ciò che ogni soggetto è.
La famiglia La famiglia coopera responsabilmente con la scuola e ne condivide il contesto educativo: progetto pedagogico, passioni e desideri manifestati da bambini e adulti. La cooperazione ha origine dalla presa di coscienza di uno scenario reale e vissuto insieme. Questa fondamentale esigenza richiede agli insegnanti un’accurata ricerca di riflessione sul senso per individuare l’universo tematico più vicino alle aspirazioni e alle speranze dei bambini. Nasce, così un laboratorio di esperienze di vita: scuola e famiglia nel rispetto reciproco si affiancano, si accolgono ed assumono un ruolo attivo e propositivo nella formazione dei figli/alunni e per vivere e far crescere la comunità stessa. La riflessione è volta alla ricerca e attribuzione di senso delle esperienze. Il significato viene individuato nel desiderio di immaginare un futuro sereno per gli alunni/figli e ipotizzare percorsi educativi non caratterizzati da ansie e preoccupazioni. La cooperazione scuola – famiglia non è un fatto che esiste o non esiste a sé, ma è una parte inseparabile di un tutto, è un processo unitario, come unitaria è ogni esperienza e unica e integrale è ogni persona. L’esperienza Nel primo quadrimestre si costruisce il contesto. E’ centrale l’osservazione dei bambini nel gruppo, l’ascolto, il dialogo, la conoscenza/interpretazione di desideri per muovere passioni di bambini e insegnanti. Il contesto educativo è lo spazio delle soggettualità e dell’intersoggettività. ll progetto ha preso avvio dalla scelta di due protocolli di sistema su 12 a disposizione per tutti i bambini (3-4-5 anni). Nell’individuazione dei protocolli si è posta particolare attenzione alle esperienze/ unità di apprendimento progettate e in atto.
Nel secondo quadrimestre è stata avviata una consultazione attraverso la consegna di una cartolina/invito volta a raccogliere alcuni pensieri e attività per condividere punti comuni su cui impegnarsi reciprocamente. La cartolina è stata distribuita in forma protetta; un'altra modalità avrebbe potuto essere la forma assembleare. La consultazione ha tracciato le basi per l’elaborazione del protocollo di lavoro delle attività formative muovendo dalle esperienze/ unità di apprendimento che via via hanno costituito e vanno costituendo il piano personalizzato delle attività educative. E’ il periodo in cui si dà la prima forma al P.P.A. , la prima messa a punto del documento. Dalla consultazione fino alla stesura del protocollo personalizzato delle attività nasce un’opera comunitaria da cui trarre orientamenti per l’identità personale, collettiva, istituzionale e locale attraverso la dichiarazione da parte delle famiglie, delle insegnanti e dei bambini, di valori, conoscenze, competenze e sogni. Ogni aspetto del processo è parte della stessa esperienza (consultazione – protocollo). Non ci sono vincitori o perdenti. Emerge un intreccio di pensieri che vanno a rafforzare, estendere e consolidare la formazione della persona ed il progetto della scuola.
Il valore della cooperazione si manifesta nella sua forma più alta e nobile e dunque, nella pienezza dell’aver cura della formazione del soggetto.
Il modello che segue è ispirato: - al POF (vedi ambito personalizzazione e articolazioni relazionali), - al progetto di circolo, con particolare riferimento alle teorie della pedagogia della parola e del dialogo, alla fenomenologia, all’ermeneutica; - alla storia della nostra scuola.; - all’esperienza culturale, didattica e personale di chi l’ha elaborato e dei luoghi che l’hanno ospitato
Gli Sviluppi
Primo quadrimestre 1. costruzione del contesto: osservazione, ascolto, dialogo, conoscenza/ interpretazione delle passioni e dei desideri dei soggetti nell’incontro nei gruppi di lavoro. 2. prima assemblea scuola – famiglia: presentazione del POF, del progetto pedagogico personalizzato, del progetto “sperimentazione scuola-famiglia”, delle riflessioni sulla cooperazione; ascolto delle famiglie; consegna dei protocolli: la scuola sceglie e propone due protocolli fra i 12 di sistema riferiti alle UA in atto.
Secondo quadrimestre 1. elaborazione della cartolina invito: strumento per la consultazione e la conoscenza delle aspettative e proposte delle famiglie. La cartolina di consultazione informa sulle unità di apprendimento che la scuola sta realizzando. E’ personale ed è stata distribuita ai genitori in forma “protetta “ ( individualmente ) . 2. creazione di uno spazio “La casa dei pensieri, dei progetti, delle opere” dedicato alla raccolta delle cartoline, all’ ascolto/socializzazione di pensieri, attività, tematiche suggerite dalle famiglie, dai bambini, dalle insegnanti e dalla cultura pedagogica e normativa (vedi materiali sulla riforma e di circolo) 3. restituzione delle cartoline e costruzione di mappe concettuali da parte delle insegnanti 4. elaborazione del protocollo personalizzato. Il protocollo contiene: titolo, argomento, obiettivi formativi, alcuni esempi di attività, i processi di autoconsapevolezza. 5. seconda assemblea dei genitori per presentare, condividere, e distribuire i protocolli. 6. coinvolgimento dei rappresentanti di sezione/classi per presentare il protocollo ai genitori assenti nell’ assemblea. 7. svolgimento unità di apprendimento a scuola e svolgimento attività formativa a casa 8. assemblea conclusiva per la valutazione del progetto e la condivisione di eventuali proposte di miglioramento.
Vedi allegati a) - b)
Plesso “ Rondine” e plesso “ Montessori” classi 3a – 3b Progetto di sperimentazione cooperazione Scuola Famiglia Insieme … per Crescere
Accoglienza Questionari Colloqui Assemblee Incontri serali Collaborazione Feste
Premessa La collaborazione fra scuola e famiglia è un momento centrale per la promozione del successo formativo; un successo ottenuto sia con il conseguimento di obiettivi di istruzione e conoscenza quanto con l’acquisizione di codici di comportamento maturati grazie alla condivisione di valori fra l’istituzione e le famiglie.
Per incrementare la qualità del rapporto scuola – famiglia si è pensato di condividere con le famiglie non solo l’attività formativa, ma anche la progettualità educativa. Si tratta pertanto di rendere efficace un momento creativo di cultura scolastica attraverso l’esperienzialità educativa dei genitori in modo che questa possa coordinarsi (dialogare) con i criteri formativi delle discipline/attività. La classe (insieme di bambini con caratteristiche fisiche e psichiche diversificate) è come un’orchestra nella quale ogni strumento ha una sua specificità e specializzazione, ma dove il risultato finale è di tutti . Gli insegnanti sono i direttori di questa orchestra e sanno dosare bene tutti gli strumenti affidando un ruolo e aiutando ognuno nell’espressione massima del proprio strumento. In un modello di scuola di tal genere anche la famiglia, che avrà dell’ambiente scolastico una percezione positiva e piacevole, può e deve entrare a far parte di tale orchestra. In uno spazio educativo al cui interno ogni soggetto, mediante la reciproca collaborazione educativa, diviene sempre più e sempre meglio se stesso, la corresponsabilità e la cooperazione educativa diventano naturali. In un’unica sinfonia, per continuare con la metafora dell’orchestra, genitori e insegnanti condividono la scelta delle seguenti linee: - creazione di una comunità educante - costruzione di una unitarietà di senso fra ciò che il flglio/alunno fa nella comunità di apprendimento e ciò che fa nel proprio ambiente naturale (casa, territorio ) - valorizzazione di una consapevole genitorialità che è una delle più importanti risorse per realizzare la personalizzazione. - Creazione di tempi e luoghi di ascolto partecipato per favorire la crescita armonica e la prevenzione del disagio.
Esistente - incontri informativi - “Progetto Dialogo” con finalità simili a quelle del presente progetto, ma che non offre la possibilità ai genitori di essere presenti nelle scelte formative, ma li coinvolge soltanto come “collaboratori” nelle “azioni educative” individuate a priori dalla scuola.
Percorso Il percorso si connota come un compito progettuale che prevede azioni/attività mirate a produrre effetti di cambiamento e trasformazione, una progettazione partecipata intesa come strumento capace di produrre “innovazione”.
MODELLO
Il modello si ispira. - al POF - al progetto educativo di circolo ( pedagogia del dialogo e dell’ascolto) - a fondamenti epistemologici, quali: - la centralità della persona come “soggetto che apprende in relazione” - la funzione educativa della scuola (la scuola entra in rapporto significativo con la vita dei bambini e degli adolescenti perché essa interagisce con i loro processi educativi e la significatività si genera dentro un rapporto)
Sviluppi - Condivisione della progettazione e la realizzazione di azioni educative da parte dei docenti e dei genitori; - Consolidamento dell’appartenenza alla propria comunità locale per la costruzione di un patto educativo.
Progetto Dialogo condiviso (percorso operativo)
1. Prima assemblea scuola/famiglia: analisi, confronto, interrogazione sulle procedure da attivare per cooperare 2. Costituzione di un nucleo centrale (gruppo ristretto docenti e genitori) con compiti di coordinamento, di scelta e costruzione dell’itinerario progettuale 3. Indagine conoscitiva: il questionario aperto e anonimo finalizzato alla individuazione di argomenti/tematiche di particolare interesse delle famiglie 4. Distribuzione del questionario in forma “protetta” (individuale) 5. Riconsegna dei questionari nella “cassetta delle idee” 6. Costruzione della mappa degli argomenti nel gruppo ristretto e scelta dell’argomento da sviluppare a scuola e a casa ogni quadrimestre 7. Elaborazione del protocollo con l’individuazione delle attività e degli obiettivi formativi (ciò che si fa …. per arrivare a ….) 8. Consegna protocollo nominativo in forma personale; 9. La scuola, attraverso i vari linguaggi del sapere, costruisce le U. A.; la famiglia coopera con azioni, esperienze, strategie e riflessioni al fine di orientare il pensiero e la coscienza dei bambini 10. Assemblea docenti e genitori: socializzazione e condivisione dell’esperienza: emozioni, aspettative, conquiste, dubbi, perplessità, divertimento, fatica, gioia ….. del quotidiano. 11. Riattivazione delle procedure per il secondo protocollo .
Vedi allegati a) b) c)
Progetto Dialogo partecipato (percorso operativo)
1. Prima assemblea scuola – famiglia: analisi e individuazione delle tematiche di particolare interesse delle famiglie; 2. Costituzione di un nucleo centrale (gruppo ristretto docenti e genitori) con compiti di coordinamento, di scelta, costruzione dell’itinerario progettuale ed elaborazione del protocollo 3. Il protocollo contiene: titolo, argomento, obiettivi formativi, alcuni esempi di attività, traccia per riflessione e autovalutazione da parte degli insegnanti, genitori e bambini 4. Individuazione di genitori “tutor” con compiti di: accoglienza, informazione, e coinvolgimento delle famiglie: il tutor progetta momenti di accoglienza per le famiglie neo – arrivate; informa le famiglie assenti sui contenuti degli incontri istituzionali e le coinvolge a partecipare alla vita della classe 5. Assemblea di tutti i genitori per la consegna del protocollo nominativo , un genitore “tutor “ presenta l’itinerario: a. scuola: attraverso i vari linguaggi del sapere costruisce le U.A. , che saranno parte integrante dei Piani di Studio Personalizzati. b. famiglia: coopera con azioni , esperienze, strategie e riflessioni al fine di orientare il pensiero e la coscienza dei bambini. 6. Assemblea docenti e genitori: socializzazione e condivisione dell’esperienza: emozioni, aspettative, conquiste, dubbi, perplessità, divertimento, fatica, gioia ….. del quotidiano 7. Raccolta delle riflessioni e dell’autovalutazione per la realizzazione del portfolio 8. Riattivazione delle procedure per il secondo protocollo
Il “ dialogo” è espressione fondamentale dello stare “bene” assieme.
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