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Aver cura del conoscere
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Il gruppo provinciale di Forlì, nell'ambito del progetto regionale USR "Idea di persona", sviluppa il tema “Aver cura del conoscere”. Coordinatori del gruppo sono Gabriele Boselli e Marina Seganti.
Attualmente si stanno attivando studi e riflessioni, confronti didattici e connessioni teoriche nella convinzione che l’esperienza suggerisce teoria e la teoria orienta l’esperienza. Ognuno con la propria storia si trova accanto alla storia altrui, in un mutuo aggiungersi. L’intento è di collegare le storie singolari (di scuole e di insegnanti) alla storia della scuola in provincia ed andare verso altri e altro. Conoscere significa scoprire e ridefinire continuamente il processo di insegnamento e apprendimento. E’ una “costruzione in via” fondata sulle emozioni e sull’esperienza, attenta alla persona. E’ la capacità di leggere, interpretare, rappresentare, abitare ogni mondo. Richiede coinvolgimento e fascinazione, porta ad avvicinare storie individuali e collettive. Il conoscere deve avere il volto della persona, del suo essere cosciente di quello che impara e vive. Il pensare richiede tempi e spazi significativi per il soggetto; il senso del tempo e dello spazio curvano fortemente il sentire ed il conoscere. Il tempo è la categoria con cui ci rappresentiamo il fluire degli eventi In base alla significatività del vissuto il tempo può essere quello della fruizione, dell’attesa, della rivisitazione. Lo spazio è la categoria con cui ci rappresentiamo i luoghi del nostro vivere nel mondo e con gli altri. Lo spazio in cui ci configuriamo di essere si può distinguere in coincidenza, prossimità, assenza. Diventa importante vivere il tempo della pausa, dell’attesa, il frattempo. Nel frattempo si attiva l’immaginario ed il pensiero. Il bambino pensa perché immagina e si stupisce, perde tempo ed è in buona compagnia, vive il dono della presenza e dell’ascolto, della festa e della generosità, della lentezza e della narrazione. Sono momenti che creano un pensiero pensante ed un conoscere esteso. La categoria di spazio richiede cura, presenza, attesa, desiderio di sé e dell’altro. La cura riempie i vuoti e dona benessere attraverso lo sguardo, la parola, il corpo dell’altro. Lo spazio è ricco di emozionalità; è proiezione, è possibilità di bellezza, aiuta il senso di sicurezza, stimola l’immaginario. La sicurezza invita la persona a spingersi in avanti e di andare verso altri spazi ed altri tempi; l’immaginario è abitato dal pensiero pensante e dalla parola narrante. Le storie raccontate, le storie inventate, il perditempo permettono l’avventura cioè l’andare verso il futuro, l’andare, l’ andare oltre. La scuola si impegna nella cura del conoscere attraverso la costruzione di: identità, autonomia, relazione, sensibilità, intenzionalità, padronanza dei saperi, pensiero pensante, volontà, creatività, ricerca, gusto, senso etico ed estetico Sono categorie/vettrici volte ad affermare, rappresentare, orientare il conoscere di adulti e bambini; sono linee di tendenza, impulsi, forze che portano ciascun soggetto ad andare, a camminare e passare da un punto all’altro. Derivano dall’ interpretazione del Profilo dello Studente, delle Indicazioni Nazionali, della letteratura pedagogica, delle grandi correnti di pensiero; dalla visione del mondo, dall’esperienza umana e dal discorso culturale di chi abita la scuola. Indicano alcune vie per il processo di insegnamento-apprendimento. Aiutano a riconoscere i diritti dei bambini ed orientare gli adulti per impegnare ed impegnarsi a sviluppare il senso del dovere verso sé, altri, altro.
I prossimi impegni della ricerca sono volti ad approfondire, estendere, confrontare le categorie volte ad “aver cura del conoscere” al fine di costruire un documento provinciale (opera aperta) di orientamento e sviluppo.
La tensione del gruppo di ricerca è di pensare e realizzare “buone prassi didattiche”. L’esperienza didattica è una buona prassi per la forza pedagogica, l’intenzionalità, la significatività delle esperienze, la qualità delle relazioni, dell’organizzazione, della documentazione e delle risultanze.
Marina Seganti
Savignano sul Rubicone 21 febbraio 2005
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