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Sezione Progetti


COOPERAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA
PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE A SAN MAURO PASCOLI

Contesto nazionale

L’assetto istituzionale ed ordinamentale del sistema di istruzione è stato delineato da alcune leggi, che non possiamo non ricordare, quali:
- la legge 59/97, art. 21 (legge Bassanini), che ha dato il via al decentramento e all’autonomia scolastica,
- il DPR 275/99, che ha regolamentato l’autonomia delle istituzioni scolastiche,
- la legge 62/00 che ha sancito la parità scolastica,
- la legge 3 dell’ottobre 2001 che ha modificato il titolo V della Costituzione e ha introdotto i principi di SUSSIDIARIETA’, EQUITA’, SOLIDARIETA’ E RESPONSABILITA’,
- la legge 53, che ha dato il via al processo di innovazione, delineato poi con i decreti applicativi DM 61 e DM 59.

Ogni innovazione, come ogni progetto, però, non è possibile, proponibile, capibile, accettabile e accettata se non vengono comprese le motivazioni che la sottintendono.


Perché il progetto di sperimentazione nel nostro Circolo

La cooperazione è un punto “nodale” espresso dai documenti della Riforma.
I docenti del Circolo prendono atto che le cause dei disagi e degli insuccessi scolastici degli alunni vengono troppo spesso attribuiti dalla scuola alla famiglia e viceversa dalla famiglia alla scuola.
Per porre fine a questa sorta di “diffidenza” reciproca esistente fra genitori e insegnanti ritengono necessario progettare e realizzare esperienze di REALE COLLABORAZIONE, ANZI COOPERAZIONE fra scuola e famiglia per giungere ad una ALLEANZA EDUCATIVA, come viene definita e rafforzata dalla legge 53, che fin dal suo incipit ( art. 1) dà evidenza al nuovo ruolo della famiglia e coinvolge scuola ed extrascuola nei processi educativi .
Cooperare non significa solo collaborare e tanto meno partecipare ( come esprimevano i decreti delegati del ‘74 ), per cui, di conseguenza, c’è differenza nel modo “ di essere nella scuola” da parte dei genitori, prima ed ora.
La partecipazione trovava fondamento nel principio della delega, realizzato attraverso la rappresentanza, presto sostituita però da un generico disinteresse.
Questa rappresentatività delle famiglie è ora superata nel nuovo ordinamento scolastico.
E’ necessario quindi approfondire la distinzione fra la partecipazione del passato e la cooperazione di oggi.
Non deve più esserci un lavoro – impegno disarmonico tra educazione della scuola ed educazione della famiglia.
Si dovrà pure incentivare un cambio di prospettiva da parte dei genitori nei confronti della scuola, perché troppo spesso il pensiero primario dei genitori nei confronti della scuola è rivolto al “servizio”o “alla prestazione” e non a temi educativi.
Comunque la partecipazione dei genitori alla vita della scuola è necessaria per garantire coerenza educativa all’azione di famiglia e scuola.
La collaborazione tra scuola e famiglia diventa indispensabile se si vogliono armonizzare i processi di istruzione e di educazione portati avanti dalle due istituzioni.


Studi condotti in alcuni paesi occidentali individuano nella collaborazione tra scuola e famiglia la ragione fondamentale della buona riuscita scolastica dei minori.
Sviluppo cognitivo e comportamentale sono positivamente correlati con il corretto andamento dei rapporti tra genitori e insegnanti.
L’educazione è un terreno su cui il rapporto tra scuola e famiglia è da riprogettare e ristrutturare continuamente.
Realizzando un partenariato scuola-genitori abbiamo sicuramente maggiori possibilità di contrastare l’abbandono, la dispersione, l’apatia e il disinteresse per la scuola.
Le scuole che CONDIVIDONO UNA SERIE DI VALORI con le famiglie hanno maggiori garanzie di riuscita nella propria “missione educativa”
Nel sistema poliarchico e non più gerarchico quale si è venuto delineando ora, la famiglia non ha un ruolo periferico nel progetto educativo, ma diventa uno dei soggetti protagonisti, la prima “formazione sociale” con cui le istituzioni scolastiche devono interloquire per realizzare la loro autonomia.
Non più quindi semplicemente partecipando, ma avendo responsabile protagonismo:

La famiglia, cioè, deve condividere la progettualità educativa.


Fondamenti epistemologici della ricerca

- Centralità della persona come “soggetto che apprende in relazione”
- Funzione educativa della scuola:
La scuola perde il suo significato se viene separata dalla dimensione dei processi educativi che interessano i soggetti in età evolutiva, ed , oggi, spesso, la scuola viene intesa solo come il luogo dell’informazione, della trasmissione culturale, degli addestramenti cognitivi, come un luogo da cui la parola educazione viene esiliata e bandita.
In realtà la scuola entra ancora in RAPPORTO SIGNIFICATIVO CON LA VITA DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI PROPRIO PERCHE’ ESSA INTERAGISCE CON I LORO PROCESSI EDUCATIVI. E LA SIGNIFICATIVITA’ SI GENERA DENTRO UN RAPPORTO.

La famiglia e la scuola sono i due luoghi privilegiati di relazione dove il soggetto risponde al primario bisogno di conoscersi e di conoscere.


Finalita’ del progetto

1) Creare una comunita’ educante
2) Promuovere corresponsabilità educativa scuola – famiglia costruendo una buona relazione: coinvolgere, ascoltare e accogliere i genitori.
3) Costruire una unitarietà di senso fra ciò che si fa nella “comunità di apprendimento” e ciò che si fa nel proprio ambiente naturale (casa e territorio): progettazione di attività formative da realizzare insieme scuola – famiglia.


4) Promuovere nei bambini e nei ragazzi competenze esistenziali, progettuali e relazionali per sapersi orientare e costruire un progetto di vita .
5) Valorizzare una consapevole genitorialità, che è una delle più importanti risorse per realizzare la personalizzazione.
6) Creare tempi e luoghi di ascolto partecipato per favorire la crescita armonica e la prevenzione del disagio



Obiettivi della ricerca – azione

1) Rendere edotti i genitori sulle principali innovazioni introdotte dalla riforma;
2) Favorire differenti opportunità di intervento dei genitori.
3) Agevolare la creazione di associazioni di genitori.
4) Condividere, progettare e realizzare azioni educative da parte dei docenti e dei genitori
5) Consolidare l’appartenenza alla propria comunità locale per la costruzione di un patto educativo.
6) Valorizzare e connettere le opportunità formative – culturali esistenti nel territorio.


Progettazione

1) Costituzione del GOS ( gruppo operativo di scuola) ristretto formato da:
a) Dirigente Scolastico
b) Due docenti (uno primaria, uno infanzia)
c) Due genitori (uno primaria, uno infanzia)

2) Costituzione del GOS allargato (di istituto), formato da:
a) un docente ogni classe che sperimenterà la “cooperazione scuola – famiglia” (progetto nazionale);
b) alcuni docenti che hanno sperimentato già “progetto dialogo – nuovi territori di incontro scuola – famiglia”, che pur essendo stato ideato, progettato, realizzato, valutato e validato prima della legge di Riforma, tuttavia, valorizzando e potenziando elementi essenziali dell’azione educativa e ricostruendo insieme ai genitori i “ protocolli”, si integra direttamente e concretamente nel processo di riforma, promuovendone in modo dinamico ed assolutamente innovativo l’essenza di alcune dimensioni;
c) da un genitore ogni classe – sezione sperimentatrice.

2) Elaborazione del progetto nelle sue linee essenziali

3) Presentazione del progetto ai docenti delle classi interessate e ai rispettivi genitori (in assemblea)

4) Realizzazione

5) Valutazione.

Azioni da realizzare

1) Attivare specifici processi formativi riservati ai docenti e ai genitori ( sulle tematiche della Riforma e su temi educativi)
2) Favorire la“lettura”in comune, docenti e genitori, (con analisi, comprensione e traduzione in azioni) dei documenti nazionali e locali ( PECUP – POF )
3) Riservare tempi e spazi per ascoltare le proposte delle famiglie nella progettazione del POF
4) Organizzare dibattiti per analizzare i bisogni dei genitori anche in connessione con il territorio
5) Creare momenti in comune , genitori e scuola, di interrogazione sui temi dell’Educazione alla Convivenza Civile
6) Pensare come genitori e scuola possono farsi promotori dell’Educazione alla Convivenza Civile ( valorizzando e utilizzando anche “ Progetto dialogo” )
7) Definire in cooperazione, scuola e famiglia, gli obiettivi formativi della classe
8) Progettare insieme scuola e famiglia alcune Unità di Apprendimento ( valorizzando e utilizzando, progetto dialogo ); per esempio in relazione alle capacità personali ( capacità esistenziali, capacità relazionali, capacità progettuali ). Tali unità di apprendimento verranno vissute nella quotidianità e portate a vita reale con il contributo delle famiglie e contribuiranno alla costruzione del Piano di studio personalizzato, che a sua volta sarà orientato a “ trasformare…. conoscenze ed abilità …..in competenze personali di ciascuno”
9) Rivedere lo scenario per la scelta, la valutazione, l’integrazione delle attività laboratoriali.


Sezioni/Classi partecipanti alla sperimentazione:

Scuola dell’Infanzia “La Rondine” n. 3 sezioni
Scuola Primaria “M.Montessori” classi 3^A - 3^B
“De Amicis” classi 4^- 5^A - 5^B



Ogni classe sperimentatrice sceglierà insieme ai genitori il proprio percorso declinando i tempi di azione e utilizzando gli strumenti consegnati.






IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Maria Annunziata Angelini


Sezione: Progetti
Sottosezione: Progetti didattici
Scritto da: Maria A. Angelini
Inserito il: 16/02/2005

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21/05/2013
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