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Sezione Progetti


Vivere l’incontro giocando
Progetto continuità dal nido al liceo

Motivazioni/premessa
La continuità è una questione da tempo dibattuta e difficilmente realizzata nella sua espressione orizzontale (scuola-famiglia-territorio) e verticale (fra ordini di scuola).
Il Circolo di Savignano Sul Rubicone si sta impegnando in termini di pensiero e di pratiche affichè la continuità divenga parte delle buone pratiche dell’essere nella/della scuola di bambini e adulti.
Il progetto “Dialoghi scuola famiglia territorio” sta camminando sul sentiero verso l’individuazione e la sperimentazione di nuovi spazi di impegno e responsabilità di ognuno e tutti.
Il bambino va riconosciuto e valorizzato anche nel suo percorso formativo strettamente connesso alle scuole. E’ nata quindi l’esigenza di progettare alcune eventi finalizzati a vivere bene le esperienze di accoglienza e di congedo per favorire significativi processi di insegnamento-apprendimento.
L’intento è quindi di orientare incontri di conoscenza e di riconoscimento, di valorizzazione e di estensione di soggetti e di istituzioni.
Continuità/discontinuità - Il passaggio nella vita è sinonimo di cambiamento, talvolta di crescita: ogni cambiamento presuppone incognite, dubbi, incertezze ma è anche accompagnato da entusiasmo per il nuovo, trepidazione, desiderio di scoperta, speranza…
In una nuova cornice ad ognuno è offerta la possibilità di “riscoprirsi”, di “ricostruirsi”, di continuare la propria storia giocando una nuova parte e rivelando un nuovo io intimo e sociale.
Il passaggio attraverso i vari ordini di scuola si presenta come un forte segno di discontinuità nella vita, non solo scolastica, di ogni bambino e di ogni famiglia. Terminare un ciclo scolastico ed iniziarne un altro presuppone ed impone che si venga catapultati in maniera netta e decisa verso il nuovo, verso nuovi ambienti, nuove relazioni, nuove organizzazioni, nuovi libri, nuovi insegnanti, nuovi compagni…
Sono molteplici gli scenari che possono aprirsi in situazioni di dis – continuità: è possibile che un bambino prosegua un percorso scolastico, per lui già agevole, nel migliore dei modi, che gli si presenti l’opportunità di cambiarsi nel nuovo incontro, che invece rischi di smarrirsi nel nuovo cammino…
In questa prospettiva sembra fondamentale che nel passaggio da un ordine di scuola all’altro si abbia “cura” dei bambini, li si accompagni non tanto con un “carico” di informazioni e di resoconti sul loro percorso scolastico ( le esperienze insegnano che ciò può spesso divenire un elemento marginale della questione) ma con “riti” di passaggio ben definiti e riconoscibili, che segnano e mediano il cambiamento, aiutano a leggere la nuova situazione senza subirla completamente.
E’ bene sottolineare come la crescita ed in fondo ogni situazione di cambiamento e di apprendimento, siano contraddistinte ed accompagnante da una costante discontinuità. E’ una discontinuità che offre ed apre alla possibilità/apertura al divenire: in questi passaggi la ritualità non toglie la fatica ma chiarisce, permette di concentrare lo sguardo e di non perdersi.
Un rituale costante in ogni ordine di scuola è costituito dal gioco che investe il bambino sin dal suo primo incontro con l’altro.
Si propone di recuperare il gioco come valore nel rito del passaggio perché propone un messaggio etico e condiviso, recupera e valorizza quella fisicità e relazionalità.
Attraverso il gioco e nel gioco il bambino si sente accolto, accettato, riconosciuto: gioca il suo ruolo.
Passare da una scuola all’altra…- Nel nostro immaginario, collettivo e non, il passaggio fra i diversi ordini di scuola viene accompagnato da una sorta di rituale che tende a rappresentare il futuro prossimo di chi si trova in transito come una sorta di perdita di un tempo e di un’età felice.
Tutto ciò, probabilmente, ha avuto ed ha la funzione di far riconoscere l’ansia e la paura per il nuovo che sempre accompagna gli adulti.
Ci sembra invece di poter ipotizzare che l’idea e la spinta verso il futuro di chi si trova in fase di crescita abbia ben altra forza…

Scrive Walter Benjamin nell’Angelus Novus
"C'è un quadro di Klee che si intitola Angelus Novus.
Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro a cui volta le spalle...
Ciò che chiamiamo progresso è questa tempesta”


Ci piace pensare il bambino che cresce, si allontana ed apprende come all’angelo della Storia di Benjamin: radicato nella sua storia, legato al suo “presente” che non vorrebbe mai abbandonare e al tempo stesso spinto irresistibilmente verso il futuro, verso il divenire della vita.
Ci siamo allora chiesti: qual è il nostro ruolo di adulti – educanti in questi momenti della vita dei nostri alunni?
Pensiamo non sia tanto quello di garantire una continuità che rischia, talvolta, nonostante l’impegno e la profusione di mezzi, di divenire di “maniera” ma quello di accompagnare il passaggio verso il nuovo, condividendo con i nostri alunni l’entusiasmo, rassicurandolo nel momento della perdita e aiutandolo a conservare la sua storia ed il suo presente.
Ci piace pensare alla valorizzazione o all’estensione, dal nido dell’infanzia all’istruzione superiore, dei termini “accoglienza/incontro” che implicano e presuppongono possibilità ed aperture, attenzione e riconoscimento di ogni singolo soggetto.
Nelle fasi di passaggio è importante essere accompagnati della propria biografia che abbia implicazioni sia sul piano cognitivo che su quello affettivo/relazionale.
Abbiamo individuato nel lavoro di riscoperta dei giochi e dei giocattoli l’argomento quale mezzo comune e condiviso per arricchire di significato il viaggio nella/con la cultura.
Abbiamo poi pensato di dare alla raccolta quella forma che i bambini chiamano, ambiziosamente, “Il libro dei giochi.”
Attraverso la rappresentazione del gioco, il bambino/ragazzo sente salvaguardata parte della sua storia personale e culturale. Il corpo si impone con la sua presenza, si svela, si racconta, si nasconde, si espone nella sua problematicità…
Gli insegnanti hanno in tal modo molteplici possibilità di conoscere ogni alunno e di accoglierlo.

Soggetti coinvolti
Classi e scuole del territorio
Di seguito i componenti della commissione continuità referenti delle singole scuole
- Asilo d’infanzia comunale - Lara Cola
- Scuola dell’infanzia paritaria “Vittorio Emanuele” – Anna Maria Zammarchi
- Scuola dell’infanzia statale
Valle Ferrovia – Angela Fusaroli Casadei
Zona Cesare – Federica Biasini
Fiumicino – Corbara Ilena
- Scuole primarie statali
Dante Alighieri – Giovanna Ricciotti
Aldo Moro - Rosanna Bianchini
Rio Salto - Mavi Landi
Fiumicino - Argiella Pretolani
Scuola Media Statale Savignano S/R “Giulio Cesare” - Bianca Barilli
Liceo Scent.”M.Curie” - Lara Tamagnini
Staff di sostegno - Antonella Bartolini
Insegnante referente - Laura Montanari
Dirigente Scolastico – Marina Seganti

Finalità
- pensare e realizzare spazi di incontro fra continuità e discontinuità
- valorizzare l’infanzia
- riconoscere e lasciare traccia della storia di ogni bambino e bambina
- orientare e potenziare identità competenti e consapevoli (processi di autoapprendimento, autovalutazione, metacognitivi)
- esercitare forme plurali di ascolto (ascoltarsi ed ascoltare di bambini e adulti)
- attivare forme trasversali di conoscenza
- potenziare il senso di appartenenza al gruppo ed al territorio
- attivare forme di dialogo fra le culture (passaggio bambini stranieri)
- esercitare forme particolari di cura ai bambini con difficoltà
- creare una rete di conoscenza fra i diversi ordini di scuola (identità istituzionale, metodologie di lavoro, criteri di qualità e valutazione)
- aiutare dialoghi informativi fra le scuole
- aiutare forme di documentazione per ricordare, conoscere, valorizzare, informare, costruire , estendere (portfolio della scuola, dell’insegannte/dirigente, del bambino)

Connessioni con il POF
Il progetto intende rispondere ai seguenti criteri di qualità dichiarati nel POF:
Formazione- Ricerca
Sentirsi in un atteggiamento di formazione e ricerca - costruzione di esperienze significative di accoglienza e congedo
Credere ed impegnarsi nelle trasformazioni/apprendimento - individuare nuove strategie di rinnovamento partendo dalle storie individuali ed istituzionali
Relazione
Dialogo e ascolto per conoscersi e conoscere
Didattica
Aiutare a dare senso alle esperienze di insegnamento-apprendimento soprattutto attraverso l’uso della parola, una parola narrante che unisce regola e contiene
Curare il ricordo del gruppo classe/sezione per andare verso altri gruppi
Organizzazione
Conoscere gli spazi nuovi da abitare
Valutazione/Autovalutazione
Dare valore ad ognuno e tutti per affermare, riconoscere ed estendere le identità individuali e collettive di bambini e adulti
Riconoscersi come soggetto di valore
Documentazione
Raccogliere/lasciare traccia di ricordi di sé, del gruppo classe, della scuola

Argomento
Può risultare interessante condividere un argomento comune di sviluppo nelle diverse realtà scolastiche.
Il gioco ed il giocattolo sono argomenti che toccano la vita di ogni soggetto in ogni tempo.

Il gioco è magia e mistero, libertà e incontro, dono e gratitudine, parola ed emozione, curiosità e ricerca, cura e conoscenza.
E’ con il gioco, attraverso il gioco e per il gioco che si impara a guardare ed accarezzare il mondo e coloro che lo abitano.
Il gioco aiuta ad abitare la vita e le sue sfumature, ad usare la lentezza del tempo ed il fascino dei luoghi, ad orientare a fare cose serie e leggere, a rallentare la corsa e ugualmente raggiungere la destinazione, riconoscere momenti felici ed intensi.
Il tempo del gioco è un tempo prezioso in cui vanno in vacanza la falsificazione del benessere, il vuoto esistenziale, il peso della vita, lo straniero che abita in noi, l’accelerazione della vita per lasciare spazio alla parola emozionante, al silenzio consigliere, alla forza delle scelte, al valore della storia individuale e collettiva, all’esplorazione dello stupore emozionale.
Nella mente di chi gioca c’è sempre una frontiera da oltrepassare e quindi un viaggio, non cerca un riscontro immediato, ha tempo di fermarsi , di tornare indietro, di ripassare nei luoghi già visitati, di imboccare sentieri laterali appena intravisti, si affida al piacere dell’attesa di qualche cosa che arriverà, costruisce l’incontro come dono.
Il gioco cura la speranza e l’attesa del futuro ma anche la memoria. Il ricordo è un prezioso compagno di vita ed ha bisogno di immagini, emozioni, dettagli. E’ imparentato con il sole, la musica, il sogno e la libertà.
Giocare permette di osservare il mondo dell’accelerazione con distacco affettuoso.
Aiuta a sognare:
un mondo dove ognuno esprime la propria originalità e segue la propria creatività;
un mondo che si prende il tempo di vivere;
un mondo attento alle sfumature, alle pause, agli sguardi, ai silenzi, ai suoni;
un mondo dove i ricordi si incontrano con i progetti futuri;
un mondo dove la convivialità apre gli occhi ed il cuore degli uomini ;
un mondo dove abita la parola narrante e l’ascolto ascoltante;
un mondo che permette allo straniero (che noi tutti siamo) di essere contaminato dall’altro;
un mondo dove gli altri sono là per comprenderci, accompagnarci, sorreggerci.
Si tratta di realizzare un viaggio alla ricerca del noi, un viaggio senza traguardi, forse solo un’idea di traguardo o il traguardo di arrivare a domani con qualcuno in più accanto.

Per estendere la riflessione si indica il saggio “Il Gioco ed il giocattolo” tratto dalla dispensa Sentieri per l’essere, a cura di Gabriele Boselli, Agostina Melucci, Marina Seganti, 1986.

Fasi di sviluppo
Ogni classe/sezione sviluppa la propria proposta operativa che discende dal presente
progetto di massima
- Fasi operative
- documentazione

Specifiche indicazioni per l’inserimento dei bambini con difficoltà
- Presentazione del singolo bambino alla scuola di destinazione , possibilmente all’insegnante di sostegno assegnato.
- Pianificazione condivisa delle azioni da realizzare
- Una o più visite/attività dell’insegnante di sostegno nella scuola di frequenza del bambino (es. l’ins. delle medie visita la scuola elementare e lavora con la classe/gruppo del bambino coinvolto nel passaggio)
L’esperienza permette al bambino di conoscere un soggetto di riferimento che lo accoglierà nella nuova scuola
- Un gruppo o classe visita la scuola di accoglienza e/o di provenienza
Conoscenza dell’ambiente nuovo ed alcuni altri soggetti, es Collaboratori scolastici. Nella seconda opportunità valorizzazione del ricordo
- Presentazione della scuola e del singolo bambino al Consiglio di classe (inizio nuovo anno scolastico)
- Un insegnante della scuola di provenienza accompagna, dialoga e vive qualche momento della didattica nella scuola di accoglienza (primi mesi di scuola).


Alcune articolazioni progettuali delle singole classi/scuole:
Giochiamo tutti insieme….con fantasia
Giochiamo con niente
Giochiamo con le parole
Il gioco e il giocattolo in continuità

Organizzazione
Alcuni impegni:
- entro la metà del mese di aprile la Direzione Didattica di Savignano invia a tutti i componenti della commissione continuità il progetto di massima condiviso.
Entro il 30 aprile ogni scuola invia alla Direzione Didattica di Savignano la proposta
operativa che si impegna a realizzare.
- 1° settimana di maggio – raccolta delle proposte operative ed invio delle stesse a tutte le scuole coinvolte per la conoscenza reciproca.
- Ultima settimana di maggio o prima di giugno incontro della commissione Continuità per condividere le linee guida per documentare i pocessi e le risultanze.
- Giugno - raccolta della documentazione delle esperienze e delle connessioni pedagogiche
- Giugno – formazione classi prime e sezioni.
- Giugno - comunicazione al collegio dei docenti della complessiva esperienza e relativa valutazione.
- Giugno/settembre incontri informativi fra scuole per presentare i gruppi classe

Risorse umane
La Commissione Continuità interistituzionale coordina e documenta il progetto di massima e gli sviluppi operativi.
Lo staff di sostegno e la commissione intercultura seguono i progetti per i singoli casi

Valutazione
Le commissioni in forma unificata ed il Collegio dei Docenti - Valutazione dei processi e delle risultanze dell’esperienza di continuità
Il Consiglio di Circolo - Informazioni e riflessioni.



Documentazione
Documentazione istituzionale/Circolo
- Raccolta delle esperienze e riflessioni pedagogiche al fine di valorizzare ed estendere i percorsi formativi e didattici.
Documentazione soggettuale/team
- Cura del PEI e/o portfolio

Linee guida per la costruzione di mappe per raccogliere esperienze di giochi
Nome del gioco
Simbolo
Finalità
Partecipanti
Regole e consigli
Spazi e materiali
Descrizione delle fasi del gioco
Valutazione

Riflessioni pedagogiche
Idea di continuità
Il gioco ed il giocattolo

... e ... continua


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Sezione: Progetti
Sottosezione: Progetti didattici
Scritto da: Marina Seganti
Inserito il: 12/12/2004

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03/09/2010
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