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Esame di Stato della scuola secondaria di II grado
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di Gabriele Boselli
L'esame di stato della secondaria di II grado ha come oggetto generale di ricerca non solo l'alunno ma anche la scuola nella sua capacità/incapacità di comunicare cultura e di proporre istruzione ed educazione. Può rappresentare un importante momento di valutazione/autovalutazione della scuola, un motivo in più per credere nel suo valore e nell'importanza della sua missione. Essere anch'esso un momento di istruzione al conoscere e di educazione.
indicazioni offerte alle Commissioni
Criteri di revisione delle prove scritte Si auspica avvenga non solo attraverso indicatori e descrittori. Bene gli approcci più articolati e più coerenti con la dimensione personalistica della valutazione. Capire se sussista e di quali intensità e qualità sia ciò che più vale, anche se spesso non conta: la pura e indifferenziata capacità di conoscere. Tenere presenti sia gli aspetti formali che di contenuto nonché l’originalità e la fondatezza della elaborazione.
Conduzione del colloquio
Può essere articolato in tre parti: discussione della relazione prodotta dal candidato, interrogazione da parte di ciascun commissario e discussione delle prove scritte. Quest’ultima non deve risolversi in una mera sottolineatura degli errori o delle positività dimostrate, ma costituirsi in un vero e proprio dialogo.
Valutazione del colloquio
Valutare le competenze linguistiche, le conoscenze generali e specifiche, soprattutto le capacità elaborative, logiche, critiche e creative. Le eventuali ” griglie” non devono impedire una valutazione più aperta dei candidati
Preparazione e comportamenti degli esaminatori
Devono esprimere consapevolezza che la valutazione, più ancora che riconoscimento intersoggettivo del presente, è delineazione del futuro del ragazzo, suggerimento di identità, costruzione della fiducia dell'alunno in se stesso e dell'ulteriore sua apertura al conoscere. La commissione potrebbe cercare di ridurre la tendenza a concentrare l’attenzione sugli aspetti amministrativi e burocratici delle procedure di esame.
Proposte migliorative della qualità e della portata dell’esame
-Quest’anno niente errori gravi ma a livello nazionale, occorrerà studiare bene e documentarsi rigorosamente sui testi delle prove, avvalendosi degli ispettori disciplinarmente più esperti.
-A livello regionale e provinciale, avviare per tempo la formazione e l’informazione sugli aspetti disciplinari, pedagogici e didattici, puntando a approfondire il significato di questa modalità di esame, cosa voglia dire far parte di una commissione d’esame, l’impostazione della terza prova, i criteri di valutazione.....; forse si potrà così ridurre la tendenza a concentrare l’attenzione sugli aspetti amministrativi e burocratici delle procedure di esame.
-Approfondire il senso e le modalità di stesura della terza prova; spesso diventa una sommatoria di discipline e non una prova davvero interdisciplinare e trasversale, intenzionata a vedere se l’alunno ha saputo cogliere i nessi e l’Intero della cultura. Ciò implica che sia la didattica almeno dell’ultimo anno che, di conseguenza, il documento del consiglio di classe andrebbero impostati sul piano della trasversalità oltrechè della specificità disciplinare. Talvolta il documento di esame appare più rispondente a una certa obbligata ritualità che uno strumento di lavoro capace di esplicitare l’impostazione culturale, didattica e metodologica. Dovrebbe essere maggiormente illustrativo dell’identità e del progetto culturale e pedagogico complessivo delle scuole. E’ qui, del resto, la vera autonomia.
-L'esame di stato della secondaria di II grado potrebbe avere come oggetto di ricerca non solo l'alunno ma anche la scuola nella sua capacità/incapacità di comunicare cultura e di proporre istruzione ed educazione. Può in futuro rappresentare un importante momento di valutazione/autovalutazione della scuola, un motivo in più per credere nel suo valore e nell'importanza della sua missione. Essere anch'esso un momento di istruzione al conoscere e di educazione.
-Per tutto questo sarebbe opportuna, oltre alla riunione preliminare dei presidenti, anche una riunione provinciale a consuntivo, anche per meglio articolare le proposte per l’anno successivo.
- Gli esami hanno ancora una volta felicemente accertato il puntuale raggiungimento nelle scuole della provincia di Parma degli obiettivi specifici del corso di studi. Più difficile capire se le finalità essenziali della scuola secondaria (formare un giovane contraddistinto da curiosità,'intuizione, intelligenza critica e creativa, che abbia conosciuto quel che nella cultura e nella scienza è destinato a permanere come le tendenze al cambiamento degli sfondi culturali, scientifici, filosofici, politici, ecologici) siano state positivamente perseguite. Anche in questa direzione, tuttavia, è sembrata emergere una elevatissima qualità culturale e pedagogica.
Si tratterà anche di comprendere meglio se nei cinque anni l'insegnamento disciplinare sia servito a dare profondità (consapevolezza delle radici e delle strutture trasformazionali dei concetti) altezza (capacità astrattiva), larghezza (estensione di campo) alla visione del mondo facendo emergere anche nell’ esame le forme del conoscere apprese nei cinque anni della scuola secondaria. - A tal fine, sarà bene lavorare in futuro a configurare meglio la struttura degli esami e soprattutto lo spirito con cui alcuni Presidenti e Commissari li affrontano: occorrono meno formalismi e più dialogo.
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