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Nuove procedure di valutazione
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di Gabriele Boselli
1. Risposta sintetica alle questioni poste 2. Resoconti delle varie riunioni 3. Relazione generale
1. Risposta sintetica alle questioni poste
La ricerca dell'USR di Bologna partiva da alcune domande-
. Quale atteggiamento si è determinato nel passaggio alle nuove procedure . valutative?
Dapprima sorpresa, poi perplessità, indi impegno di studio e infine, quasi sempre, disciplina e adattamento . . - C’è consapevolezza delle diverse fasi della valutazione?
Si, spesso nei docenti più critici . . - Quali sono stati i momenti di riflessione ed elaborazione da parte della . scuola?
Collegi dei docenti, riunioni con genitori, riflessioni in sede di consigli di interclasse e di classe
. - Sono stati definiti i rispettivi criteri di valutazione (comportamento, . indicatori di apprendimento, criteri di valutazione disciplinari)?
Sì, sempre e con molto scrupolo . . - Il comportamento è oggetto di approfondimento educativo e didattico?
Sì, con attenzione ancor maggiore che per gli altri oggetti di valutazione . . - Quale incidenza hanno avuto gli esiti della valutazione quadrimestrale . sulla riprogettazione dell’azione didattica?
Della stessa intensità di quanto avveniva con il vecchio sistema ma con diversa, spesso minore attenzione alle diffrazioni qualitative
. - I genitori degli alunni sono stati informati delle procedure adottate in ordine alla valutazione?
Sì, ampiamente . . - Gli alunni sono stati informati sulle novità valutative introdotte?
Sì, molto diligentemente . . - Sono stati attivati momenti di riflessione e confronto con alunni e famiglie? . . Sì, ovunque
La valutazione degli apprendimenti attraverso i numeri –generalmente percepita come una semplificazione che però aiuta la chiarezza della comprensione- piace molto ai ragazzi di tutte le scuole e agli insegnanti della scuola secondaria di I grado, è gradita alla maggior parte dei genitori e degli insegnanti della primaria; qui sono tuttavia vaste le aree di perplessità o di dissenso.
2. Resoconti delle varie riunioni
2.1 Risultanze dal gruppo di discussione formatosi presso la Direzione didattica del 1° circolo di Cesenatico
Dopo il saluto della Dirigente, chi scrive addita all’attenzione del gruppo i significativi cambiamenti apportati recentemente alla valutazione degli alunni. Cambiamenti che non possono essere affrontati senza una profonda analisi su cosa un giudizio e un voto significhino. Fa cenno alle ricerche e agli studi cui ha partecipato e alle numerose esperienze di docenti e dirigenti. Illustra quelli che sembrano essere i vantaggi e gli svantaggi, i rischi e le opportunità delle varie formalizzazioni e procedure del valutare. Racconta dell’esito delle visite compiute in mattinata in un plesso del circolo ed esprime il suo più vivo compiacimento per l’elevato livello degli apprendimenti riscontrato e la positiva conduzione del percorso educativo. I.
Precedenti
E’ consolidata nel Circolo la cultura della Valutazione, da sempre considerata oggetto di studio, di ricerca e di approfondimento. La presenza di una Commissione di lavoro ha garantito nel tempo, la strutturazione di un percorso di lavoro condiviso e di una Documentazione per tutto il Circolo Di anno in anno, i referenti e i docenti di Circolo seguono le formazioni indette dal Ministero, relativamente alle Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo e ai Sistemi di Valutazione: Convegni Regionali, Provinciali, Gruppi di lavoro Interistituzionali e provinciali, Formazioni di esperti e Formazioni interne al Circolo. In seguito ai vari aggiornamenti, si è proceduto ad informare e formare tutti gli insegnanti del Circolo attraverso specifici Collegi Docenti. In primo luogo si è deciso di condividere un Lessico Pedagogico di concetti e parole chiavi (Apprendimento - Competenza - Conoscenza- Abilità - Curricolo- Obiettivi di Apprendimento - Nuovo Umanesimo- file 02). Questo percorso ci ha permesso di condividere significati e di parlare “tutti la stessa lingua” al fine di garantire un’equità di trattamento per tutto il Circolo. Successivamente, sono stati rivisti gli indicatori degli Obiettivi di Apprendimento relativamente a quattro discipline: Italiano – Matematica - Storia – Geografia (elaborazione di un documento per tutto il Circolo).
Effetti della L. L.169/08, In seguito alla L.169/08, si è avviato uno studio sulla scelta di criteri da adottare e condividere in relazione al nuovo Sistema di Valutazione. Pertanto, in seno ai gruppi di lavoro delle Classi Parallele sono stati definiti i criteri di valutazione in relazione alle Discipline e al Comportamento (elaborazione di un Documento per tutto il Circolo . Il passaggio dal giudizio sintetico al voto espresso in decimi ha suscitato notevoli difficoltà all’interno dei vari gruppi di lavoro: tutti concordi nel sostenere che il giudizio permetteva una gamma di significati a più ampio respiro, il voto numerico ha destato numerose perplessità, data la sua parvenza oggettivistica e classificatoria. E’ stato necessario quindi dare significato al simbolo numerico, stabilire degli indicatori precisi e comuni al fine di utilizzare in modo democratico e corretto il nuovo codice del sistema valutativo Concetto di VALUTAZIONE localmente sviluppato La Valutazione ha nella concezione locale un valore eminentemente formativo e costituisce un essenziale snodo progettule nella costruzione pedagogica e didattica del processo di Apprendimento. E’ un processo continuo che si svolge durante i percorsi formativi e consente di rapportarsi ai fini, di regolare gli obiettivi, i tempi, le modalità del nostro lavoro. • FASI Utilizzo degli strumenti di Valutazione La valutazione si attua come raccolta intenzionale di elementi e di informazioni finalizzate ad esprimere un giudizio sulla progressione degli apprendimenti. Si tratta di un processo continuo di sintesi che porta a dotare di “valore” gli atti educativi, diventando quindi uno strumento che ci permette di valutare l’operato dei docenti apportare informazioni nel corso del processo. L’utilizzo dello strumento di valutazione trova ricaduta nella pratica quotidiana: si tiene conto dei lavori quotidiani dei singoli alunni, nelle varie forme di espressione; ci si avvale di prove strutturate e semi-strutturate periodiche; si considera l’atteggiamento degli alunni nei confronti dei Saperi, tenendo ben presente quanto l’azione educativa influisca sulla motivazione di ogni singolo alunno. E’ così possibile migliorare, regolare e aggiustare quando necessario, l’ attività, incidendo in modo significativo sulla riprogettazione della nostra azione didattica e accertando l’efficacia dell’ insegnamento. Oggetto della valutazione Si tiene cont in primo luogo dei processi che sottendono un apprendimento, di come il bambino utilizza i suoi processi mentali, come costruisce i suoi ragionamenti per organizzare il sapere. Di qui, la comprensione degli argomenti trattati, la padronanza raggiunta, la modalità di lavoro, l’impegno, la tenuta del compito e la capacità di utilizzare gli strumenti appresi per trasferirli ad un'altra conoscenza. Non tanto quindi il risultato “oggettivo “ di una prova o di un elaborato, quanto l’ evolversi dei processi all’interno della mente del bambino. Tempi L’azione valutativa è volta a monitorare la nostra azione formativa, pertanto trova spazio in un percorso itinerante e continuo, durante tutto l’anno scolastico. Nella pratica quotidiana, per confermare al bambino il suo operato, ciascun insegnante utilizza strumenti di risposta consoni alla propria metodologia. La Valutazione finale al termine del 1° e 2° quadrimestre formalizza un percorso intrapreso con valore prognostico e certificativo, segnalato sulla scheda di Valutazione attraverso l’espressione di voti in decimi (file 05) e attraverso un giudizio sintetico intermedio e finale. Soggettività della valutazione In seguito ai vari confronti istituzionali, la Commissione Valutazione ha elaborato e il Collegio dei docenti ha deliberato un Documento esplicativo (file 06) della natura soggettivo/intersoggettiva dello strumento di Valutazione, diversificando le situazioni: 1. DISCIPLINE 2. COMPORTAMENTO 3. RELIGIONE/ATTIVITA’ ALTERNATIVA 4. ALUNNI IN SITUAZIONI DI HANDICAP 5. ALUNNI CON DSA 6. ALUNNI DI LINGUA NON ITALIANA 7. CLASSI V° 8. Specifica –Comportamento: il comportamento è considerato fondamentale ed è stato quindi analizzato e articolato in più punti, Sono state individuate due grandi aree di analisi: 1. Comportamento sociale 2. Comportamento di lavoro Per ogni area interessata sono state individuate funzioni corrispondenti con specifici indicatori. Ogni team per la propria classe seleziona le funzioni adeguate per gli alunni e valuta attraverso gli indicatori predisposti. La valutazione dei soggetti diversamente abili
Particolare impegno è stato svolto all’interno della Commissione H per elaborare una Scheda di Valutazione per gli alunni del Circolo che rivelano una disabilità particolarmente grave. Tale documento è stato modificato nella parte interna: la Valutazione Periodica degli apprendimenti disciplinari è stata sostituita con una ricognizione Periodica delle Abilità raggiunte in merito a Quattro Macro- aree così definite: - dell’AUTONOMIA, - SENSO PERCETTIVA, - degli APPRENDIMENTI, - della SOCIALIZZAZIONE. Le Abilità qui rilevate erano state oggetto di progettazione e condivisione all’interno del PEI di ciascun alunno. Tale documento è risultato un valido strumento – mediatore fra la scuola e la famiglia ed ha permesso ai genitori degli alunni diversamente abili di conoscere i progressi compiuti dai propri bambini, ricevendo così una restituzione costruttiva, positiva e fiduciosa sulle possibilità di miglioramento, capace di cogliere il valore positivo delle diversità.
Alfabetizzazione L2
La Commissione Intercultura ha ritenuto opportuno rilevare, in sintesi, le specifiche al Curricolo che in sede collegiale sono state effettuate per gli alunni non italofoni di nuovo ingresso e non solo: sono modificati taluni Obiettivi d’apprendimento per l’area linguistica (e delle discipline di studio), in cui erano richieste abilità superiori del linguaggio orale e scritto, e sono stati individuati traguardi intermedi volti a valorizzare il percorso d’apprendimento e le capacità comunicativo- relazionali maturate. In sede di valutazione degli apprendimenti, le insegnanti hanno inteso comunque riconoscere e valorizzare il percorso dell’alunno: la valutazione in decimi sarà sicuramente sufficiente e con uno scritto si registrerà, nello specifico, il grado di competenze raggiunte.
• Informazione/formazione alunni e genitori Le famiglie sono state informate attraverso le Assemblee di Classe , dove ogni team docente ha esposto il nuovo Sistema di Valutazione cercando di mettere in luce tutti gli aspetti normativi e quelli rilevati all’interno dei nostri gruppi di lavoro: sono state spiegate le nostre scelte a livello di Circolo e i significati condivisi relativi alle singole espressioni valutative. Successivamente, in sede di Interclasse Tecnica sono stati acoltati i pareri dei genitori rappresentanti. I genitori hanno dimostrato un significativo interesse per questi momenti di comune confronto, dove è stato reso visibile il lavoro di tutti i docenti: hanno apprezzato la chiarezza d’esposizione e manifestato soddisfazione nel partecipare ad un lavoro educativo condiviso tra scuola e famiglia. Segue una viva discussione che dimostra l’alto livello pedagogico e didattico con cui l’arduo tema è stato trattato nel I circolo di Cesenatico. Tutti si riconoscono pienamente nell’ illustrazione di cui sopra. Lo scrivente raccomanda infine quanto segue: -Le prove, scritte e orali devono essere il più possibile varie e differenziate. Il loro esito non sarà solo oggetto di presentazione, ma di dialogo. Concorreranno a disegnare intersoggettivamente il profilo dell’alunno. Pertanto i voti, o i giudizi che siano, condenseranno e motiveranno l’attribuzione di valore; potranno rappresentare per il ragazzo un momento di presa di consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri limiti. Attraverso la fase diagnostica, di potenziamento e recupero, il voto o il giudizio denoteranno anche lo sforzo della scuola di una valutazione formativa. -Non valutare reattivamente (tipo: “sei stato vagabondo e cattivo, adesso ti metto a posto io”) ma proattivamente (“quel che hai fatto o non fatto non è buono ma potrai fare di meglio”) avanzando una proposta della regola come via per l’attuazione di sè. -Esplicitare nel POF le azioni adottate in merito alla valutazione -Tenere un diario che racconti la nostra percezione dell'incontrarsi dei ragazzi con se stessi, con gli altri e con i saperi. Magari anche un altro diario per vedere come questo è fatto dalla scuola nel suo complesso. -Voti e giudizi non servono tanto a riflettere lo stato presente quanto a disegnare il futuro, costituire una “profezia” almeno in parte destinata ad adempiersi. Attribuire dunque voti e giudizi non solo come risultanze del valore delle prestazioni ma –soprattutto- come indicazioni positive di valore e di fiducia nelle possibilità del ragazzo come intero. Questi è in fase intensamente evolutiva e, anche laddove non lo mostri, vi crederà.
Il gruppo si riconosce nelle conclusioni dell’Ispettore.
2.2 Verbale sul focus group sulla valutazione di Busseto
Nel corso della mattinata l’Ispettore Gabriele Boselli ha visitato tre classi: una seconda ed una quinta della scuola primaria ed una classe prima di scuola secondaria di I grado, nel plesso di Busseto. Gli alunni sono stati intervistati sulla nuova modalità di valutazione e sono stati interrogati su alcune discipline: storia, geometria, scienze. Si rileva una significativa presenza di alunni stranieri. La preparazione degli alunni risulta di primo ordine; i bambini sono preparati e aperti, spontanei, sicuri di sé e di ciò che sanno.
L’Ispettore Boselli introduce alcune domande guida, per avviare il confronto e la riflessione sul nuovo sistema di valutazione.
1. Quale atteggiamento si è determinato nel passaggio alle nuove procedure valutative?
Docenti: • Negli alunni, già informati dai mass media, si è verificata l’aspettativa di essere valutati con il voto numerico ed anche il timore che questo fosse basso. Le famiglie, in generale, sembrano meno interessate al giudizio formativo e richiedono la quantificazione dell’apprendimento in termini numerici. • Alcuni docenti hanno accolto positivamente il ritorno al voto numerico, perché più veloce e più chiaro, altri lo hanno valutato come troppo sbrigativo e poco esplicativo del reale apprendimento degli alunni. Tutti, in sede di Collegio Docenti, hanno manifestato la necessità di definire criteri comuni di valutazione per le discipline e per il comportamento.
• All’inizio ero contenta del voto, perché più veloce, chiaro e sbrigativo, poi quando andava utilizzato ci siamo rifatti ai giudizi. Il rischio era di dare valutazioni troppo alte
• Già a settembre, nel corso del primo collegio, si è creato un clima di disorientamento, perché non vi erano chiare indicazioni ministeriali. Il voto è più oggettivo, anche se non è più il tempo che si usava in passato, oggi va motivato. I ragazzi sono stati informati dai docenti e le famiglie dal Dirigente Scolastico che ha inviato una circolare, spiegando le novità in materia di valutazione.
• Vi è stato un adattamento alle richieste ministeriali
Genitore: • anche i genitori hanno subito la nuova modalità valutativa, vi è stato un impatto immediato.
Docenti: • C’era il rimpianto del voto. La difficoltà è stata a partire da un altro modo di ragionare, occorre tenere presenti molti descrittori. Come dosare alcuni indicatori rispetto ad altri? A quali voci dare più peso? I voti bassi danno più ansia; sotto una soglia preferisco non dare voti, ma il giudizio “insufficiente” e comunque non meno di 4. Vi è bisogno di fare recupero e di incoraggiare gli alunni maggiormente in difficoltà.
Dirigente: • nel voto si condensano diversi elementi della valutazione; è un percorso che va dalla progettazione alla valutazione, mai oggettiva. Occorre tenere conto da dove parte l’alunno e dello standard oggettivo, dei traguardi di competenza. Quali sono le conseguenze? Da 0 a 10 ci sono molti elementi da valutare. La scuola dell’obbligo non deve essere selettiva, ma formativa.
Docenti:
• Il passaggio dal giudizio al voto ha consentito il confronto sui sistemi valutativi. La scuola deve essere orientativa per l’alunno e occorre spiegare agli alunni ed alle famiglie degli stessi come superare le criticità formative. La valutazione è un momento di formazione e crescita. • Molti genitori danno più importanza al voto che non al giudizio globale, che esplicita la formazione globale dell’alunno. Genitori: • Dipende da cosa un genitore si aspetta dalla scuola • i genitori hanno accolto in modo positivo il voto. E’ una misurazione, un termometro, ma è utile anche parlare con i docenti perché il voto da solo non è sufficiente. • Il voto è freddo, occorre indagare altre dimensioni • Il voto piace, ma il rischio è che sviluppi una competizione negativa
Dirigente: • nella scuola primaria c’è il giudizio finale, mentre non è presente nella scheda di valutazione della scuola secondaria ed un numero non è in grado di esplicitare la complessità della competenza e del comportamento.
2. C’è consapevolezza delle diverse fasi della valutazione? Docenti: • Nei docenti è chiara la distinzione tra le diverse fasi valutative: iniziale, formativa e sommativa. Molti in fase di valutazione formativa hanno continuato ad utilizzare giudizi discorsivi, tradotti in numeri nei documenti ufficiali.
3. Quali sono stati i momenti di riflessione ed elaborazione da parte della scuola? Docenti: • In sede di Collegio Docenti, in sede di Consigli di Classe, in sede di Commissione Staff Pedagogico. La funzione di sistema sulla valutazione ha pubblicato sull’e-group della scuola le relazione dei seminari sulla valutazione a cui ha partecipato. • Vi sono state diverse riunioni per definire gli indicatori di valutazione degli apprendimenti e del comportamento
4. Sono stati definiti i rispettivi criteri di valutazione (comportamento, indicatori di apprendimento, criteri di valutazione disciplinari)? Docenti: • Si. Divisi per ordini di scuola, per quanto attiene alle discipline; in ambito di Staff Pedagogico per quanto riguarda i criteri di valutazione del comportamento.
5. Il comportamento è oggetto di approfondimento educativo e didattico? Docenti: • Certamente sì. Ci sono momenti formali di approfondimento con alunni e famiglie, durante l’assemblea di inizio anno scolastico, con la presentazione del regolamento di Istituto. Ci sono poi contesti quotidiani in cui emerge la riflessione educativa. Anche le stesse discipline sono spesso un veicolo didattico per riflettere sul comportamento. • In ogni caso c’è ancora molto lavoro da fare per rendere gli alunni consapevoli e responsabili. 6. Quale incidenza hanno avuto gli esiti della valutazione quadrimestrale sulla riprogettazione dell’azione didattica? Molti alunni, preoccupati per le insufficienze diffuse, si sono attivati per rimediarle, altri non si sono preoccupati affatto, certi del fatto che saranno promossi. Questo atteggiamento si ritiene sia stato causato dalla normativa non ben chiara e definita, spesso contraddittoria che si è succeduta in questi mesi, sul tema della valutazione, che ha creato destabilizzazione e poca credibilità. 7. I genitori degli alunni sono stati informati delle procedure adottate in ordine alla valutazione? Dirigente: • i genitori sono stati informati tramite una circolare inviata dal Dirigente Scolastico a tutte le famiglie e mediante il confronto con i docenti coordinatori di classe. E’ stato precisato ai docenti che avrebbero potuto continuare ad usare i giudizi, nella valutazione formativa, in quanto il voto in decimi doveva essere utilizzato obbligatoriamente solo sul documento di valutazione. Genitori: • i genitori erano informati e aspettavano di vedere i voti assegnati; non sono stati un evento traumatico; il voto è chiaro.
8. Gli alunni sono stati informati sulle novità introdotte? Docenti: • Gli alunni erano già a conoscenza delle novità introdotte, attraverso i mezzi di informazione, ma vi sono stati momenti di riflessione anche in classe e sollecitazioni a prendere consapevolezza di sé, per giungere ad un’autovalutazione reale. • Gli alunni desideravano avere il voto e in un primo momento i voti sono stati affiancati dal giudizio; il passaggio è stato graduale
Genitori: • 9. Sono stati attivati momenti di riflessione e confronto con alunni e famiglie? Docenti: nel corso dell’assemblea di inizio anno scolastico, in ogni singolo plesso.
Ispettore: • il linguaggio matematico è preciso, ambiguo, oggettivo, ma senza risorse di polivalenza come quelle della lingua. Sufficiente non è come 6, è più ampio di ciò che dice un numero. Il voto numerico è soggettivo, dipende da chi valuta; siamo tutti soggettivi: Uno dei rischi è il voto che fissa una sentenza, una fotografia. Il voto deve essere promozionale. Occorre valorizzare il positivo, anche in famiglia con i figli; ciò genera credito e fiducia. La valutazione deve essere un atto misurato e generoso; deve suggerire un’idea positiva. Tutti tendiamo a realizzare le profezie che ci vengono attribuite. Occorre uscire dalla logica premio-castigo. Genitore: • non concorda con tale affermazione. Come si può premiare laddove non vi è impegno? Dirigente: • nella scuola primaria prevale un atteggiamento di promozione, mentre nella scuola secondaria entra in gioco anche la responsabilità. La scuola media dà un titolo di studio, con certificazione delle competenze acquisite.
Docente: • la scuola media è inclusiva, non esiste più l’avviamento, ma al contempo si trova a dover essere selettiva. Occorre sviluppare le potenzialità del soggetto e rifarsi ad una pedagogia umanista, che valorizzi l’individuo.
Ispettore: • tutti possiamo sviluppare aspetti positivi o negativi, dipende dai maestri che abbiamo. Occorrono bravi maestri: insegnanti e genitori, che comunichino fiducia e stima. Chi non ha volontà, manca del desiderio, un desiderio costruito attraverso l’attesa di chi è vicino. Se nasce il desiderio poi subentra anche la volontà. La valutazione è volta a costruire valore esistente. Non si deve chiedere “a cosa serve?”, ma “ a cosa vale?”. Il problema della competenza è legato al conoscere. Saper fare non serve in un mondo che cambia rapidamente; le competenze di oggi saranno presto obsolete. Serve la capacità critica e di pensiero; una capacità creativa. La classe deve partecipare all’azione educativa. Come aiutare un compagno? Occorre coinvolgere i compagni nella valutazione. Non si deve pensare solo al successo personale, ma anche a quello dei compagni.
Dirigente: • i ragazzi vogliono la valutazione, il riferimento dell’adulto. Occorre però distinguere tra la valutazione della persona e del comportamento.
Genitore: • preferisco che la scuola favorisca lo sviluppo delle competenze rispetto al pensiero critico-creativo, che può essere favorito invece in famiglia.
Ispettore: • occorre sviluppare il pensiero, anche mutando la didattica. Evitare la didattica per fotocopie, che favorisce solo un pensiero applicativo, rispetto a quello creativo. Nella scuola si crea il mondo futuro. Le didattiche moderne valorizzano il pensiero operativo, convergente. Occorre invece una didattica creativa, del gioco, dell’incompiuto; presentare problemi aperti, reali, per far capire dove è il problema. Cosa sarebbe successo se…? • Rispetto alla condotta, al condursi occorre censurare il singolo comportamento, ma non farlo coincidere con la persona. Il voto è un’etichetta positiva o negativa permanente. I ragazzi sono troppo esposti ad immagini e messaggi di violenza, proposti come vincenti. Occorre distinguere la colpa dalla responsabilità Docenti: • Il voto di comportamento deve essere formativo e non punitivo • Spesso i casi di comportamenti negativi reiterati sono causati da comportamenti negativi in famiglia Dirigente: • a volte la famiglia ha la maggior responsabilità nei comportamenti dei figli
Genitore: • occorre responsabilizzare i propri figli
2.3 Focus Dir did Via flli Bandiera, Parma, 05 05 09 . . Presenti la DS, cinque insegnanti e due genitori . . - Quale atteggiamento si è determinato nel passaggio alle nuove procedure valutative?
Insegnanti: Nel plesso principale assai critico, differenziato negli altri; si è poi letto il regolamento cercando di capire i risvolti sul lavoro di valutazione. Dall’atteggiamento di criticità e curiosità si è quindi passati, per alcuni, a un netto rifiuto. Per altri invece si è letto in positivo; con il mantenere collegialità e confronto non veniva inficiato dal sistema valutativo in decimi. L’ins. x illustra brevemente il percorso compiuto dalla scuola, fatto di incontri con genitori, assemblee, creazione di documenti. La scelta della quasi totalità dei docenti della scuola Corazza è stata quindi –considerato il crattere sperimentale della fase di avvio, di valutare limitatamente al primo quadrimestre con i soli giudizi. Gli insegnanti della scuola di Vicofertile invece hanno valutato con voti e giudizi. La sensazione è stata ed è comunque di perplessità riguardo al procedimento utilizzato per l’introduzione di questo nuovo regolamento, in cui ci si è sentiti obbligati senza il tempo di studiarlo, confrontarsi e capire le scelte. Genitori: atteggiamento iniziale di paura e negativo, soprattutto per i genitori dei bambini più piccoli nei quali il voto così “freddo” poteva, nel loro pensiero, portare sconforto o differenze. In realtà è stato poi gestito molto bene dal corpo docenti. Pi: le tantissime novità cadute dall’alto ad inizio anno, senza presentazioni o spiegazioni, hanno creato nei genitori ansia e confusione. La valutazione era una delle tante novità (a prima vista negative, vaghe, incerte) tra le quali i genitori cercavano di fare chiarezza. La volontà era infatti soprattutto cercare informazioni e chiarimenti, e anche il perchè della scelta di valutazione numerica. La valutazione di merito numerica nella scuola dell’obbligo è una scelta che molti docenti criticano. Rappresenta un disegno di scuola che non condiviso in assoluto; la diversità dei bambini è aumentata. Perchè non andare verso una valutazione che tenga maggior conto di questo? Ins C: la mia percezione è però che il voto venga strumentalizzato per dire “no” a tutti gli altri aspetti, che considero maggiormente negativi, di questa riforma. Abbiamo utilizzato poi dal 5 al 10, e questo ha aumentato le possibilità di valutazione rispetto ai giudizi. Molti genitori e nonni hanno poi commentato “finalemente capiamo qualcosa”. Ins. Gi: vorrei dire all’ispettore, che tanto ha parlato della cura, che l’importante è partire da chi si ha di fronte… P: ai genitori è arrivato poi subito, da telegiornali e giornali, l’utilizzo dei voti per fare statistiche. M: lo strumento voto non è utile per quello che dobbiamo dare ai bambini. Ben diverso è il giudizio globale.
. . - C’è consapevolezza delle diverse fasi della valutazione?
L’onere della prova va a chi fa la modifica..penso che il ministero non abbia fornito nessuno strumento per leggere le varie fasi della valutazione (forse per i tempi…). In questo viviamo un’assoluta assenza del ministero. Il percorso andava costruito interamente, non solo in parte. Se il sistema doveva essere fondato su oggettività e chiarezza, andava costruito interamente. Abbaimo continuato ad utilizzare le modalità di valutazione degli anni precedenti, I tempi dell’accoglienza etc che consideriamo validi. Abbiamo perfino rimpianto l’idea della Moratti della valutazione con il portfolio, che almeno introduceva aspetti valutativi in più, arricchiva la valutazione… Questo cambiamento ha impoverito invece il confronto con le famiglie: è più chiaro ma molto meno dialogico. I bambini sono contentissimi di essere valutati, ma non pensiamo che il nostro ruolo di educatori sia questo, e che la via della competizione sia quella giusta da insegnare ai nostri bambini nella scuola dell’obbligo.. . . - Quali sono stati i momenti di riflessione ed elaborazione da parte della scuola? Collegi docenti (almeno due) Interplesso Corazza e Vicofertile (almeno 4) Due assemblee con I genitori per classi parallele Assemblea aperta a tutti su organizzazione e valutazione Assemblea CON GENITORI NUOVI ISCRITTI. Creazione di documenti.
2.4 Focus di Bagno di Romagna, 21 Maggio 2009
Oggetto: sistema di valutazione a.s. 2008/2009
Presiede la seduta l’Ispettore G. Boselli, verbalizza l’insegnante S. Mambelli.
Apre la seduta l’Ispettore presentando la ricerca voluta dal Direttore dell’USR Emilia Romagna sulle novità del sistema di valutazione introdotto dalla normativa per l’anno scolastico in corso. Molte le domande dei docenti anche su come regolarsi in sede di esame di stato. Dalla successiva discussione risulta quanto segue-
1. Ammissione all’esame di stato. L’Ispettore rileva come per l’ammissione, in base a una normativa tra l’altro assai instabile, debba essere raggiunta dall’alunno la valutazione di 6/10 in ciascuna disciplina. Nel caso in cui, in sede di ammissione all’esame di Stato, il voto in qualche disciplina dovesse inerzialmente risultare di 5/10, essendo le regole per la valutazione finalizzate al valutato e non viceversa ed essendo tutto l’apparato in un momento sperimentale, questo potrà essere “tradotto” a 6/10 con decisione a maggioranza del Consiglio di Classe. L’Istituto, nella sua autonomia, potrà decidere forme di informazione specifica nei confronti della famiglia. L’Ispettore invita tuttavia ad attendere la riunione dei presidenti della commissioni d’esame, sede in cui è possibile vengano date ulteriori indicazioni di provenienza ministeriale.
2. Impressioni dei presenti sul cambiamento della valutazione. Dopo un’iniziale momento di difficoltà gli insegnanti presenti - appartenenti sia alla scuola Primaria che Secondaria di Primo grado - riferiscono che l’attribuzione del voto numerico è stata via via più semplice da applicare ed anche i ragazzi sembrano avere recepito positivamente il passaggio. Per la scuola Primaria gli insegnanti presenti sottolineano l’importanza, a fianco del voto numerico, del giudizio globale sul documento di valutazione, che aiuta alunni e famiglie a comprendere meglio la valutazione. A tale proposito la rappresentante dei genitori riferisce il cambiamento nel sistema di valutazione come positivo, pur riflettendo sulla utilità dell’intermediazione linguistica del giudizio globale sul documento di valutazione anche per la Scuola Secondaria di Primo grado per la quale, invece, a partire dall’anno scolastico in corso, esso è stato eliminato.
3. Riflessioni ed azioni dell’Istituto in merito al nuovo sistema di valutazione. Si riferisce che, sulla base delle indicazioni del Collegio Docenti, è stata formata una commissione di valutazione. Gli insegnanti della scuola Primaria e Secondaria di Primo grado che ne fanno parte si sono più volte riuniti all’inizio dell’anno scolastico allo scopo di elaborare due griglie di valutazione: una prima relativa alla valutazione numerica delle singole discipline, una seconda per la valutazione numerica della condotta (solo per la Scuola Secondaria di Primo Grado), tenendo in considerazione i suggerimenti pervenuti a seguito dell’incontro tra Dirigenti Scolastici promosso dall’USP sulle novità introdotte dalla normativa in merito alla valutazione. Tali griglie sono state successivamente sottoposte all’attenzione delle famiglie e degli alunni (per il voto in condotta solo per la Scuola Secondaria di Primo Grado). Si procede al proposito ad una lettura della griglia di valutazione della condotta, in particolare per quanto concerne l’attribuzione del voto di 5/10.
4. Esiti della valutazione. Durante il Collegio Docenti tenutosi nel mese di febbraio, ogni referente di plesso ha riferito gli esiti generali della valutazione degli alunni scaturita dagli scrutini di fine quadrimestre. Tale monitoraggio generale aveva lo scopo di porre attenzione rispetto alla presenza di voti inferiori a 6/10. Sulla base di tale monitoraggio e, maggiormente, a seguito delle discussioni intervenute durante i vari Consigli di Classe e di Interclasse si è proceduto, sulla base delle necessità rilevate, all’attivazione di corsi di recupero o ad adattamenti della programmazione, per riconsiderare gli interventi da avviare, in particolare, nei confronti degli alunni che avevano evidenziato una valutazione inferiore a 6/10. A seguito della consegna dei documenti di valutazione dopo gli scrutini del primo quadrimestre, è stato rilevato che i voti numerici sono stati compresi, oltre che dalle famiglie, anche dagli alunni. Si fa riferimento positivo alla novità introdotta dal Patto Educativo e di Corresponsabilità.
5. Suggerimenti. Data l’importanza di evidenziare attraverso il voto numerico i limiti e le potenzialità degli alunni, i presenti fanno emergere una difficoltà rispetto all’espressione del voto numerico a 6/10 sul documento di valutazione se deciso dal Consiglio di Classe laddove in realtà inferiore. I presenti riferiscono l’importanza di mantenere i 5/10 come indicazione utile ad avviare una maggiore consapevolezza nell’alunno anche se decisiva per la promozione o l’ammissione all’esame dovrebbe essere la media dei voti come per la secondaria di II grado o comunque il giudizio complessivo dei Consigli di classe. .
3. Relazione generale
La valutazione degli apprendimenti attraverso i numeri –generalmente percepita come una semplificazione che aiuta la chiarezza della comprensione- piace molto ai ragazzi di tutte le scuole e agli insegnanti della scuola secondaria di I grado, è gradita alla maggior parte dei genitori e degli insegnanti della primaria; qui sono tuttavia vaste le aree di perplessità e di dissenso. L’operazione, come gradimento è stata certamente di successo; sarebbe tuttavia necessario uno studio scientificamente rigoroso dei vantaggi e degli svantaggi, di cui qui di seguito si tenta una prima definizione.
3.1 Parola e numero
Anche se di rilievo, la differenza tra voti o giudizi non è radicale: trattasi sempre e comunque di condensazioni di attribuzioni di valore, augurabilmente non unilaterali ma intersoggettive. La prima differenza è inerente alla tipologia formale dello strumento. E’ ipotizzabile che, nei confronti dei genitori e degli stessi ragazzi (o anche di noi stessi), non ci si possa nascondere dietro il velo del voto né, nei giudizi, dietro un gergo "tecnico". E' noto che un linguaggio non é solo confezionamento esterno di un prodotto; fa il prodotto stesso. Si dice quel che il linguaggio adot-tato ci fa dire e la sua identità o anonimia fanno la valutazione. La parola è intimamente situata nella storia, esprime dei volti e delle relazioni intersoggettuali, contiene (e normalmente esplicita) margini di polivalenza, di ambiguità, di in-definizione; delimita debolmente un campo semantico elastico, agile, variabile; accorda crediti; concede proroghe. La parola apre, espone; attrae il soggetto verso l’intero campo del possibile. Il numero è normalmente percepito come in una bolla sospesa, “nome” di qualcosa di oggettivo, forma stabile di identità permanenti, sovrapponibili e interscambiabili; è percepito o almeno presentato come indipendente da chi enumera, univalente e univoco, preciso, esattamente definito, inelastico, inflessibile. Riflette –si opina- quel che c’è al momento e basta; è dichiaratamente aintenzionale e “protettivo” dell’esistente e –porto da solo, senza adeguata illustrazione- rischierebbe di essere archiviativo del possibile. Il rispettivo potenziale del numero e della parola si riflette sul giudizio e sul voto. Essenzialmente, il giudizio guarda in volto ed esprime il “come ti vedo”, il voto guarda il prodotto e aspira a riprodurre il “cosa vale il tuo agire”. Per questo a molti genitori e a non pochi insegnanti il voto piace, sia per il suo effettivo valore sia per il suo porsi come tante cose che solleticano la nostalgia, sembrano rafforzare l’autorità e, a onta della loro reale complessità, appaiono semplici da emettere e da capire. Molti studiosi non vedono invece positivamente il ritorno ai voti. Per alcuni di questi, la valutazione, ovvero il “valutare in azione” non appartiene ai numerabilia, non ha pretese oggettivistiche.
3.2 Osservare davvero
L'osservazione –da cui si deve partire in ogni atto valutativo- non é mai davvero oggettiva. Se non nel mondo degli eventi fisicamente rilevanti: se si tratta di osservare per contarli tutti gli oggetti stellari di magnitudo 11, un computer ben programmato può svolgere in poche ore il lavoro osservativo equivalente a quello che un uomo svolgerebbe in mille anni. Applicati al di fuori degli eventi materiali, estesi alle scienze dello spirito, i criteri osservativi "automatici" finiscono per far osservare solo quello che si vuole e per escludere quanto non entra nei protocolli osservativi . Le strutture sincroniche (e inevitabilmente sinottiche) della descrizione non possono render ragione di esseri che non sono ma divengono e divengono dentro e a un flusso temporale, a un senso (tendenza evolutiva dei fenomeni). L'osservazione –comunque essenziale- deve pertanto non descrivere ma raccontare, esplicitando il narratore. La “fotografia” del voto deve accompagnarsi con la “cinematografia” della vicenda dell’apprendimento.
3.3 Natura e limiti del “giudizio” come del voto
Emettere giudizi o distribuire voti –in ogni campo e se non costituiscono un mero fatto di potere- rappresentano atti di intersoggettivo stabilimento di valore. Ogni soggetto individuale o collettivo rappresenta a suo modo il mondo, gli eventi, il "reale" e la relativa immagine -mediata attraverso concordati con i gruppi di riferimento- dipende da lui come dalle aree osservate. Con il giudizio come con il voto, l’insegnante contribuisce a costruire la realtà, inevitabilmente (ma consapevolmente e responsabilmente!) in-formandola della propria identità. Il “giudizio” fenomenologico é un approccio
"spostato dalla credenza ingenua nelle cose e nelle persone come realtà indipendenti dai fatti di coscienza, e quindi (volto a costruire) strutture trascendentali" (R.Massa in "Sugli usi della fenomenologia nella pedagogizzazione attuale" Enciclopaideia, n.2/97).
Il docente dovrà comunque essere sostanzialmente attento e rigoroso sia con le parole che con i numeri. Con attenzione al possesso delle nozioni essenziali (generative di conoscenze ulteriori) come fondazioi solide delle capacità elaborative, critiche e creative.
3.4 Valutare mettendoci la faccia, in modo onesto e chiaro
Molti genitori, nei primi tempi di introduzione dei giudizi, chiedevano a quanto il giudizio corrispondesse in voto numerico. Ora succede il contrario. Occorre sdrammatizzare, far capire che anche i voti numerici sotto il 6 –grazie anche all’impegno dei docenti, passano e possono arrivarne di migliori; va sempre riaffermato il carattere contingente e relativo alla prova, insieme alla fiducia nelle possibilità del ragazzo. Essendo meglio sempre una consapevole parzialità di un'og-gettività necessariamente fa-sulla, é meglio un linguaggio personale di uno stereotipato. Compilato diligentemente il documento ufficiale, si parli e si scriva dunque più secondo noi stessi che secondo l'anonima identità collettiva.
3.5 Il voto di condotta (paragrafo principalmente riferito alla scuola secondaria)
Una delle caratteristiche fondamentali dell’età evolutiva è l’assunzione d’identità, intesa come l’insieme delle rappresentazioni che una persona ha di se stessa. Viene elaborata anche in relazione all’idea e ai “suggerimenti” che gli altri manifestano; l’identità nasce dal rapporto dell’individuo, nella sua soggettività e nella sua storia, con gli altri. Gli altri con le loro conferme e disconferme, valorizzazioni e disconoscimenti incidono sulla costruzione dell’identità, nelle sue diverse sfaccettature. Chiaro dunque l’alto livello di responsabilità che un adulto (insegnante o genitore) si assume nel dare giudizi di valore che, nel caso del voto di condotta, non investono solo un particolare aspetto del conoscere, ma la persona nella sua interezza. Il voto di condotta assume quasi la valenza di un giudizio morale. La riflessione sui possibili modelli di intervento porta alla riscoperta di strumenti educativi riparatori, da affiancare o sostituire al momento sanzionatorio. Da una parte l’eventuale provvedimento per l’infrazione di una regola, dall’altro un momento educativo di riflessione che permetta al ragazzo di elaborare l’evento stesso. La scuola deve recuperare una sua funzione importante che è quella di spiegare il senso e il valore delle regole e far capire il valore della disciplina nella creazione di una società civile e democratica. Nell’insieme parte dei provvedimenti s’ispira ad alcuni criteri certamente positivi: affermare il principio dell’autorità morale della scuola, quale titolare del diritto-dovere di premiare o sanzionare lo studente sulla base di un criterio etico che valuta nel merito il suo comportamento personale, sociale e civile; Affermare il principio della natura formativa della scuola per infondere negli studenti la cultura della legalità e del senso civico, al fine di favorirne la crescita quali cittadini che condividono il bene comune e s’impegnano per la realizzazione dell’interesse generale della collettività. Tuttavia questi provvedimenti e questi criteri rischierebbero di rivelarsi inefficaci o controproducenti se non venissero inquadrati in una concezione condivisa della persona, della società e della vita, se non fossero iscritti in un contesto di regole, valori ed identità collettive, a cui fare riferimento per avere la certezza della fondatezza e dell’efficacia delle specifiche scelte operative in un percorso di costruzione e di crescita di un ideale che ci rappresenta, in cui crediamo e che perseguiamo con convinzione e determinazione.
3.6 Suggerimenti offerti alle scuole -La restituzione degli elaborati e tutti gli atti valutativi devono avvenire prima possibile ed essere illustrate adeguatamente: ne guadagneranno autorevolezza e percezione di equidistanza del docente.
-Le prove, scritte e orali devono essere il più possibile varie e differenziate. Il loro esito non sarà solo oggetto di presentazione, ma di dialogo. Concorreranno a disegnare intersoggettivamente il profilo dell’alunno. Pertanto i voti, o i giudizi che siano, condenseranno e motiveranno l’attribuzione di valore; potranno rappresentare per il ragazzo un momento di presa di consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri limiti. Attraverso la fase diagnostica, di potenziamento e recupero, il voto o il giudizio denoteranno anche lo sforzo della scuola di una valutazione formativa.
-Compilare i documenti ufficiali avendo ferma la consapevolezza della loro valenza effettuale.
-Non valutare reattivamente (tipo: “sei stato vagabondo e cattivo, adesso ti metto a posto io”) ma proattivamente (“quel che hai fatto o non fatto non è buono ma potrai fare di meglio”) avanzando una proposta della regola come via per l’attuazione di sè.
-Ipotizzare la presenza di una Funzione Strumentale che faccia capo a una commissione, in cui siano rappresentati docenti di tutte discipline e ordini di scuola, preposta alla valutazione degli apprendimenti e degli alunni. Da queste riunioni o gruppi di lavoro potranno venire tabelle valutative, in cui ai numeri corrisponderanno giudizi valutativi.
-All’interno delle varie aree disciplinari si concorderanno la varietà delle prove (scritte, orali, test, prove di comprensione…)
-Esplicitare nel POF le azioni adottate in merito alla valutazione
-Occorre in particolare che il Consiglio di classe e il team docente soppesino adeguatamente il voto di condotta, che ora influenza in modo importante il risultato finale e, al limite, può portare alla bocciatura dell’alunno.
-Tenere un diario che racconti la nostra percezione dell'incontrarsi dei ragazzi con se stessi, con gli altri e con i saperi. Magari anche un altro diario per vedere come questo è fatto dalla scuola nel suo complesso.
-Continuare a riflettere sul fatto che voti e giudizi non servono tanto a riflettere lo stato presente quanto a disegnare il futuro, costituire una “profezia” almeno in parte destinata ad adempiersi. Attribuire dunque al valutare non solo una pratica di risultanze del valore delle prestazioni ma –soprattutto- come insieme di indicazioni positive di valore e di fiducia nelle possibilità del ragazzo come intero.
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