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Esame di stato secondaria II grado 2007-2008.
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Tracce delle prove scritte nazionali e della prima in particolare
A parte l'errore ministeriale nella prova di italiano e qualche svarione in greco, spagnolo e inglese nonché nelle materie tecniche, in generale le tracce sono state reputate dignitose; il tema storico è apparso circoscritto e poteva essere svolto con cognizione di causa solo se la questione fosse stata studiata, il che raramente era avvenuto. Qualche Istituto tecnico e professionale ha osservato come le tracce apparissero più ritagliate per i licei. Tutte le scuole hanno suggerito di proporre tracce in modo più sobrio e con un numero minore di documenti. L’errore presente nel tema su Montale ha creato serie difficoltà di valutazione; in mancanza di orientamenti, qualche commissione ha comunque assegnato la sufficienza qualora la prova fosse accettabile sotto il profilo linguistico. La maggior parte ha assunto come fosse valida la traccia e ha valutato la congruenza ad essa. Nell’indirizzo ordinario dei licei scientifici è stata rilevata una maggiore difficoltà della prova di matematica rispetto al PNI. Qualche problema è stato esplicitato a proposito della pubblicazione separata per le due classi degli esiti delle prove scritte da effettuarsi un giorno prima dell’inizio dei colloqui.
Giudizio espresso dalle Commissioni su:
• Livello di preparazione dei candidati interni I presidenti riferiscono di aver trovato in genere apprezzabile il livello di preparazione; le prove hanno rappresentato una positiva conferma del giudizio di ammissione. In qualche caso lo hanno migliorato; in rari casi abbassato.
• Tipologie delle prove differenziate somministrate ai candidati diversamente abili Le prove differenziate sono state coerenti al progetto individualizzato che aveva accompagnato l’alunno. Spesso hanno costituito motivo di valorizzazione delle conoscenze dell’alunno. Per alcuni studenti sono state opportunamente utilizzate “tipologie miste” (equipollenti e differenziate). Qualche problema di punteggio –sapientemente affrontato e risolto dalle commissioni con la consulenza degli USP- si è posto per candidati che non svolgevano tutte le prove nazionali.
Giudizio espresso dalle Commissioni su: • Rispondenza del documento del Consiglio di classe alle peculiarità didattico-culturali del corso di studio di ordinamento o del progetto sperimentale attuato Il documento è stato apprezzato dalla maggioranza delle commissioni; rilevata l’importanza che in avvenire tutti gli insegnanti di classe scrivano una relazione sulle metodologie effettivamente seguite e sui testi utilizzati.
• Raggiungimento degli obiettivi specifici del piano di studio realizzato Generalmente confermato il raggiungimento degli obiettivi propri del piano di studio
• Giudizi sull’adeguatezza delle tracce proposte per la terza prova Positivi, anche se può esser stato difficile armonizzarsi per la scelta dei quesiti e in diverse situazioni la terza prova è stata quella in cui gli studenti hanno ottenuto votazioni meno brillanti. Piuttosto ardua l’individuazione di indicatori comuni. L’ottica il più delle volte non meccanicistica ma olistica ha permesso di compensare le votazioni nel giudizio complessivo.
• Criteri di revisione delle prove scritte e griglie di valutazione Prevalentemente strutturati per indicatori e descrittori. Ancora numerosi per fortuna approcci più articolati e più coerenti con la dimensione personalistica della valutazione Prima prova: A seconda delle tipologie le commissioni hanno differenziato curvature valutative, criteri e indicatori. Sono stati tenuti presenti sia gli aspetti formali che di contenuto nonché l’originalità e la fondatezza della elaborazione. Seconda prova: Pertinenza alla traccia e conoscenza dei contenuti, capacità di analisi e di approfondimento e spunti di originalità, uso del linguaggio specifico e capacità espositiva. Terza prova: I criteri e le relative specificazioni hanno tenuto conto di: conoscenze, competenze, capacità con scale di graduazione diversificate: in genere, più ampia la gamma dei primi due aspetti, meno considerata quella inerente alle capacità.
• Modalità di conduzione del colloquio Il colloquio è stato in genere articolato in tre parti: discussione della relazione prodotta dal candidato, interrogazione da parte di ciascun commissario e discussione delle prove scritte. Quest’ultima, si è spesso risolta in una sottolineatura degli errori o delle positività dimostrate, raramente in un vero e proprio dialogo.
• Criteri di valutazione del colloquio e griglie di valutazione I criteri hanno riguardato: le competenze linguistiche, le conoscenze generali e specifiche, le capacità elaborative. Le ” griglie” non hanno tuttavia impedito una valutazione più aperta dei candidati e una evidenziazione delle capacità logiche, critiche e creative.
• Preparazione e comportamenti degli esaminatori Sia la preparazione che il comportamento degli esaminatori sono risultati generalmente soddisfacenti, nella consapevolezza che la valutazione, più ancora che riconoscimento intersoggettivo del presente, è delineazione del futuro del ragazzo, suggerimento di identità, costruzione della fiducia dell'alunno in se stesso e dell'ulteriore sua apertura al conoscere. Non sono tuttavia mancati casi di personalismi e strascichi di “ruggine antica” da parte di commissari interni.
Inconvenienti meritevoli di segnalazione Il più grave: inaccurata redazione dei testi delle prove Inoltre:
-Quasi unanimi le proteste per il ritardo con cui l’INVALSI ha comunicato i codici per l’estrazione del candidato prescelto per l’invio delle prove scritte. La quasi totalità dei presidenti aveva concluso i lavori di una delle due sottocommissioni prima del 1 luglio, giorno dell’invio dei dati da parte dell’INVALSI. -Disagio da parte delle Segreterie delle scuole per l’aggravio di lavoro (necessità di comunicazione alunno per alunno) dovuto alla mancata pubblicazione all’albo del punteggio finale dell’esame. -Difficoltà anche per l’aggravio di lavoro dovuto alla stampa (da parte delle Commissioni o delle Segreterie, a seconda dei casi) delle certificazioni conclusive.
RISULTANZE DI ORDINE GENERALE
-I risultati degli esami e, da parte dello scrivente, la lettura di molti elaborati e l’ascolto delle interrogazioni, confermano l’ottimo livello di preparazione garantito dalle scuole superiori della nostra Regione. Ma anche alcuni dati e scambi di impressioni informali provenienti da altre (Marche, Lombardia, Sicilia, Campania, Lazio. Veneto) fanno ritenere che in tutta Italia la scuola secondaria di II grado, a dispetto di varie ricerche internazionali epistemologicamente contestabili, sia di ottima qualità.
-Se i livelli di apprendimento sono in generale già ottimi, per l’avvenire si potrebbe lavorare ancor più con lo spostare l’impegno essenziale dell’intera preparazione scolastica: dall’apprendimento (prendere da) ai processi di analisi critica e allo sviluppo della creatività, dalla ricerca di risultati disciplinari specifici all’offrire all’alunno percorsi (e, nell’esame, prove) di maturità intellettuale, etica, estetica e, per gli indirizzi tecnici e professionali, operativa; dallo sguardo a corto raggio con cui lo studente mira a “strappare un risultato” e la scuola a “figurare bene” all’educazione a cogliere le strutture che connettono i saperi, a sviluppare organiche visioni dell’Intero.
-A livello nazionale, studiare bene e documentarsi rigorosamente sui testi delle prove, avvalendosi degli ispettori disciplinarmente più esperti.
-A livello regionale e provinciale, avviare per tempo la formazione e l’informazione sugli aspetti disciplinari, pedagogici e didattici, puntando a approfondire il significato di questa modalità di esame, cosa voglia dire far parte di una commissione d’esame, l’impostazione della terza prova, i criteri di valutazione.....; forse si potrà così ridurre la tendenza a concentrare l’attenzione sugli aspetti amministrativi e burocratici delle procedure di esame.
-Approfondire il senso e le modalità di stesura della terza prova; spesso diventa una sommatoria di discipline e non una prova davvero interdisciplinare e trasversale, intenzionata a vedere se l’alunno ha saputo cogliere l’Intero della cultura. Ciò implica che sia la didattica almeno dell’ultimo anno che, di conseguenza, il documento del consiglio di classe andrebbero impostati sul piano della trasversalità oltrechè della specificità disciplinare.
_ Quest’anno le traduzioni sono apparse difficili (anche per gli errori di trascrizione avvenuti al Ministero) a molti studenti, costringendo le commissioni a un lavoro di ipotesi e ricostruzione del testo originario. Sarebbe inoltre opportuno lasciare spazio ad un commento-contestualizzazione che facesse emergere le capacità di analizzare il testo e di effettuare collegamenti.
- Le richieste di documentazione da parte dell’USR e dell’INVALSI dovrebbero essere note prima dell’inizio dei lavori della commissione; gli aggiornamenti in corso d’opera generano dubbi ed incertezze e rallentano i lavori della commissione;
-Talvolta il documento di esame appare più rispondente a una certa obbligata ritualità che uno strumento di lavoro capace di esplicitare l’impostazione culturale, didattica e metodologica. Anche attraverso un allegato di carattere generale, dovrebbe essere maggiormente illustrativo dell’identità e del progetto culturale e pedagogico complessivo delle scuole. E’ qui, del resto, la vera autonomia.
-L'esame di Stato della secondaria di II grado potrebbe avere come oggetto di ricerca non solo l'alunno ma anche la scuola nella sua capacità/incapacità di comunicare cultura e di proporre istruzione ed educazione. Può in futuro rappresentare un importante momento di valutazione/autovalutazione della scuola, un motivo in più per credere nel suo valore e nell'importanza della sua missione. Essere anch'esso un momento di istruzione al conoscere e di educazione. L'esame può divenire un piccolo evento dello spirito, un episodio significativo per il docente come per il discente, come per l'intera comunità scolastica.
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