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Sezione Editoriale


Auguri per il 2008
Il 2007 ci ha regalato qualche ragione in più per conservare e incrementare la risorsa della Speranza, frutto delle nozze fra l’attualità e il futuro. Ne indico di seguito alcune delle ulteriori ragioni.

di Gabriele Boselli



Sentieri per l’Intero

Il mondo non è pensabile in modo adeguato (ri-creabile) senza una struttura di idee animata dalla speranza. La scuola e l’università devono educarsi ed educare i giovani a fuggire le semplificazioni e i riduzionismi (la vera complessità è irriducibile) e portare la mente a vedere in grande, oltre il presente ma con attenzione all’attuale (Gentile). Devono far capire che non si può non produrre un universo di idee perennemente in fieri, idée dirette a relazionare quantità enormi di variabili ad alta instabilità, a collegare gli stati evolutivi di costellazioni culturali di n.mo ordine, nel passaggio dall'uni-verso al pluri-verso.

Le correnti d’idee che cambieranno il mondo

Un secolo fa, dal 1906 alla metà degli anni ’30, ebbe inizio un trentennio rivoluzionario per la scienza, la filosofia e tutte le forme della cultura; poi trent’anni di evoluzioni tranquille. Pare che ora si riparta.
Come orientare i docenti e attraverso di loro gli studenti, a guardare il futuro con speranza e a una intelligenza del radicalmente Nuovo? Diffondendo la discussione sugli emergenti vettori filosofici (affermarsi della fenomenologia e dell’ermeneutica), antropologici (le tensioni della pluralità), economici (Mercato unico mondiale, fisici (es. teoria delle bolle), matematici, ecologici (mutazioni del paesaggio e dei climi) e genetici (biotecnologie). Ciò di cui tutti dobbiamo prendere atto è che ormai l'accumulo e la pressione qualitativa delle conoscenze e delle ignoranze (i cambiamenti culturali sono indotti anche dai vuoti) hanno ormai prodotto una massa critica e posto le condizioni non solo per sviluppi importanti ma per vere e proprie discontinuità paradigmatiche.

Sfuggire, pensando, all’alienazione tardomoderna

Continua il profilarsi di una doppia articolazione della costellazione scolastica: la prima, umanistica e scientifica, per coloro che conquisteranno l’intelligenza dell’ipercomplessità e la facoltà di generare Novum (il conoscere); la seconda finalizzata all’apprendere in modo performante, applicativo, semplificato, banale, competenziale, per un futuro da temere. Privilegiando le competenze, il rischio –per fortuna, grazie agli insegnanti meramente teorico- è che sia soltanto la seconda forma di pensiero a passare. L’accento va invece posto sulla formazione della coscienza e sul puro conoscere.
La scuola saprà offrire a tutti sia quell’addestramento di massa centrato su valori di contingenza che può servire alla sopravvivenza economica, sia una formazione universale, dalle fondazioni estese nei millenni, capace di vincere il timore e di regalare aperture sul futuro.

Il compito della scuola

La scuola e l’università sono infatti la Cultura del passato e dell’avvenire; quelle che sorgono in Italia –benchè interessate organizzazioni cerchino di far credere altro- sono tra le migliori del mondo. Ospitano da sempre saperi di lungo respiro che –incontrandosi con il nuovo- portano a pensare le cose non solo come sono oggi ma come sono state e probabilmente muteranno, indipendentemente dal loro utilizzo immediato e prossimo venturo. I Maestri seguono pertanto in primo luogo indicazioni perenni, che attraversano le epoche, che costituiscono il senso della storia, che comunicano fiducia. La scuola è il mondo che è stato, ed è pure il mondo che comincia.

Auguro soprattutto amore, salute e tranquillità economica. Di non subire, di farsi coraggio, di giocare e ri-creare il mondo attraverso il pensiero e il sentimento. Che, donne, illuminiate chi vi vuol bene della luce della vostra anima. E, con la luce, del calore della vita.

Santarcangelo, 19 Dicembre 2008


Sezione: Editoriale
Sottosezione: Editoriale
Scritto da: gb
Inserito il: 24/12/2007

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